Arriva il verdetto del Consiglio Federale rispetto ad una notizia, nell’aria da un po’ ma ora ufficiale: il Palermo non è ammesso in Serie B, al suo posto viene ripescato il Venezia

Serie B, Venezia ripescato e Palermo escluso: è ufficiale
Palermo (Facebook, @palermocalcioit)

Una notizia che era nell’aria già da qualche settimana ma, la cui ufficialità arrivata in giornata è destinata a far discutere molto: il Consiglio Federale ha deciso di non ammettere in Serie B la squadra del Palermo, al suo posto ripescata la compagine che aveva perso ai playout ed era stata retrocessa, il Venezia.

I rosanero sono dunque fuori dal campionato cadetto in seguito alla decisione del Consiglio Federale riunitosi oggi a Roma, in cui sono state ritenute valide, al riguardo, le riflessioni del 4 luglio ad opera della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche.

Il Venezia intanto festeggia l’iscrizione al campionato di Serie B e sulla pagina Facebook ufficiale scrive: “Visto il parere della Covisoc, il Consiglio Federale ha respinto il ricorso inoltrato dalla società Palermo Calcio ed ha votato all’unanimità la riammissione della società Venezia FC in Serie B.”

LEGGI ANCHE –> CHI È MARCO PANTANI, L’INDIMENTICABILE CICLISTA DALLA TRISTE STORIA

Venezia ripescato e Palermo non ammesso in Serie B: le motivazioni

Arriva dunque l’ufficialità del Consiglio Federale riunitosi oggi a Roma in merito all’esclusione dal campionato di calcio di Serie B della squadra siciliana, e dell’iscrizione del Venezia, club ripescato che era stato retrocesso avendo perso il doppio confronto nei playout.

Come detto, il Consiglio Federale ha confermato le riflessioni del COVISOC, che aveva in precedenza fornito un parere negativo nei riguardi dell’iscrizione del Parlemo, a causa del ritardo della presentazione della fideiussione per l’iscrizione al torneo, dei debiti maturati verso la Lega Serie B e FIGC, nonché il mancato pagamento di alcuni stipendi.

I Rosanero, che ad oggi dovrebbero ricominciare dalla Serie D, potranno fare ricorso al Tar del Lazio e nel caso al Collegio di garanzia del CONI.

Facebook Comments