Elezioni Europee 2019, se vince il centro destra e conservatori: scenari

Elezioni Europee 2019, se vince il centro destra e conservatori: scenari
Elezioni Europee 2019 (GettyImages)

Elezioni Europee 2019: se vince il centro destra e i conservatori cosa succederà in Europa? Possibili scenari e cambiamenti

In Italia per la Lega le Elezioni Europee 2019 sono considerate un vero e proprio referendum sull’operato del partito al Viminale, quindi gli scenari possono essere variabili.

Da tempo si discute sulla possibilità che la Lega metta fine al rapporto con il governo Conte sulla scia di un risultato clamoroso dalle urne. Una possibilità avallata anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia che, seppure in modi molto diversi, spingono affinché Salvini chiuda la parentesi dell’alleanza di governo coi 5 Stelle. Il vicepresidente del Consiglio, però, resta prudente, anche sulla scorta di alcune considerazioni piuttosto rilevanti.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha la necessità e la possibilità di capire del consenso nei suoi confronti e quanto è riuscito a guadagnare con la scelta di sostenere il Governo Conte.

Il termine di paragone potrebbe essere il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, quando la Lega conquistò poco più del 17% dei consensi, ma andrebbe anche ricordato che alle scorse Europee il Carroccio si era fermato al 6,2%.

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Elezioni Europee 2019, se vince il centro destra: scenari. Le Europee possono essere un paragone con le Nazionali?

Le Elezioni Europee 2019 sono considerate un vero e proprio referendum sull’operato della Lega al Viminare, e quindi gli scenari possono essere variabili.

La Lega arriva da mesi e mesi di sonadaggi favorevoli e e propaganda senza sosta che hanno alzato di molto l’asticella, spingendo gli analisti a ipotizzare che un risultato inferiore al 30% possa essere considerato come “non pienamente soddisfacente” dallo stesso Salvini.

La questione è molto complessa e non bisgna fidarsi da chi vede un automatismo fra risultato “positivo” alle Europee e ripercussioni sul governo: paradossalmente, in questa fase proprio un risultato “non soddisfacente” potrebbe convincere Salvini della necessità di un cambio di rotta, che potrebbe concretizzarsi più nella richiesta di un rimpasto di governo che nella sfiducia a Giuseppe Conte.

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Ciò sia perché non c’è la garanzia che in caso di caduta del governo Conte l’unica opzione siano le elezioni, sia per lo spauracchio dell’aumento dell’IVA nel 2020, la vera grande incognita di cui nessuna forza politica vuole avere la paternità.