'Vieni da me', Tosca D'Aquino l'ospite del programma
Tosca D’Aquino (Instagram/Screenshot)

Intervenuta come ospite a ‘Vieni da me’ su Rai 1, l’attrice, comica e conduttrice televisiva Tosca D’Aquino si è raccontata ai microfoni di Caterina Balivo

Un’intervista piena di commozione per l’attrice, comica e conduttrice televisiva Tosca D’Aquino ai microfoni di Caterina Balivo, oggi su Rai 1 a ‘Vieni da me’.

Una volta ascoltato il messaggio recapitatole dal suo “fratello adottivo” Vincenzo Salemme, Tosca inizia a commuoversi: “Sono tanti anni che lo conosco, abbiamo fatto tanto teatro: si è creato un rapporto fratello e sorella”.

Parlando di fratelli, arriva anche un videomessaggio di Gustavo: “Oggi mi fate commuovere – spiega l’attrice – siamo cresciuti e abbiamo giocato insieme. E’ un vero fratello perché me lo sono sempre trovato vicino. L’ho convinto a tornare quando papà si ammalò perché lui viaggiava molto per lavoro. Io ho amato in maniera viscerale mio padre, forse in qualche maniera si è sentito messo da parte. Non mi aspettavo un messaggio così posato da lui che è un giocherellone. Grazie veramente. Io dico che avere un buonissimo padre come ho avuto io dà il là al karma: sono stata fortunata”

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Tosca D’Aquino ospite a ‘Vieni da me’: l’esperienza shock con Kalus Kinski

L’attrice, comica e conduttrice televisiva Tosca D’Aquino si è dunque raccontata ai microfoni di Caterina Balivo, conduttrice del programma ‘Vieni da me’ in onda su Rai 1.

Non solo Salemme e Gustavo: per Tosca c’è anche il videomessaggio di Rossella Brescia, suo grande amica: “Persone come te ce ne sono poche”.

Poi però arriva una domanda particolare: “Chi vorresti menà?”.

“Nella mia carriera – spiega Tosca D’Aquino – Kalus Kinski, subii le angherie di questo personaggio molto difficile. Tornando indietro non farei “La vita di Paganini” perché soffrii molto. Era un uomo molto violento. Ebbi un rapporto complicato, era prepotente, io avevo i lividi addosso. C’erano delle scene dove si può e si deve fingere. Però penso che Klaus facesse parte della schiera di fanatici vecchio stampo: all’epoca pensavo il cinema si facesse così. Ne parlai con i miei genitori, loro mi dissero di fare ciò che sentivo. Mi imposi di finire il film ma a distanza di tanti anni ho subito un piccolo choc, non lo rifarei”.

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