<figure id="attachment_9460" aria-describedby="caption-attachment-9460" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-9460" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/03/GettyImages-632690732-2-300x200.jpg" alt="genitori regeni appello conte" width="1200" height="799" /><figcaption id="caption-attachment-9460" class="wp-caption-text">Manifestazione per Giulio Regeni (Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Importanti rivelazioni di un supertestimone sulla vicenda del sequestro e della morte del giovane ricercatore Giulio Regeni: &#8221; Lo credevamo una spia inglese &#8220;</strong></p>
<p><strong>Giulio Regeni</strong> fu ucciso dai servizi di sicurezza egiziani perché ritenuto una spia inglese. A dirlo, questa volta, non sono gli inquirenti italiani che indagano sul rapimento e la morte del giovane ricercatore italiano ma un <strong>supertestimone</strong> che, secondo quanto scrivono Corriere della Sera e Repubblica, ascoltò una conversazione di uno degli agenti della <strong>National Security</strong> de Il Cairo con un proprio collega straniero mentre gli rivelava di aver partecipato al prelevamento del giovane ricercatore friulano: &#8221; Credevamo che fosse una <strong>spia inglese</strong> e l’abbiamo preso, io sono andato e dopo averlo caricato in macchina abbiamo dovuto picchiarlo. Io stesso <strong>l’ho colpito più volte al volto</strong> &#8220;, così riporta il Corriere della Sera. &#8221; Scoprimmo che il 25 gennaio doveva incontrare una persona che ritenevamo sospetta – riferisce ancora il testimone riportando le parole dell&#8217;agente, scrive invece La Repubblica – Per questo entrammo in azione quel giorno &#8220;.</p>
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<h2>Giulio Regeni, testimone: lo credevamo una spia inglese. Colloquio di Conte con Al Sisi</h2>
<p>Dichiarazioni esplosive che potrebbero rappresentare una svolta decisiva nelle indagini sulla morte di Regeni anche perché vengono considerate attendibili al Procuratore di Roma <strong>Giuseppe Pignatone</strong> e dal sostituto<strong> Sergio Colaiocco</strong> che hanno già inoltrato una nuova rogatoria al <strong>Cairo</strong> a seguito di queste rivelazioni. Sulla questione è intervenuto anche il Premier Conte precisando di aver avuto un colloquio con il Presidente egiziano <strong>Abdel Fattah Al Sisi</strong> per discutere del caso <strong>Regeni</strong>. Tuttavia per la Procura egiziana che indaga sul caso Regeni non vi sarebbero sufficienti elementi di prova per incardinare un processo. Di tutt&#8217;altro avviso i loro colleghi italiani che ipotizzano il coinvolgimento del generale <strong>Sabir Tareq</strong>, del colonnello <strong>Uhsam Helmy</strong>, del maggiore <strong>Magdi Ibrahim Abdelal Sharif</strong>, dell’assistente <strong>Mahmoud Najem</strong>, tutti in forza alla Ns, e del colonnello <strong>Ather Kamal</strong>, all’epoca capo della polizia investigativa del <strong>Cairo</strong>.</p>
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