Il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Siri indagato per corruzione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:14
Il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Armando Siri (ansa.it)

E’ indagato per corruzione il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti Siri per corruzione: avrebbe intascato denaro per inserire una norma, mai approvata, nel Def 2018

E’ il consigliere economico più ascoltato dal leader leghista Matteo Salvini, tanto da averlo nominato responsabile economico e della formazione del Movimento “Noi con Salvini”, oltre che sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti nell’esecutivo gialloverde, e tra i più tenaci sostenitori della flat tax: Armando Siri  è indagato per corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito di un’inchiesta nata a Palermo. Siri, tramite Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia responsabile del programma della Lega sull’Ambiente avrebbe ricevuto denaro per modificare un norma, mai approvata, da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l’erogazione di contributi per le imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili.

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Il sottosegretario Siri indagato per corruzione: ” Sono tranquillo, mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi “

Nell’inchiesta romana è coinvolto per il reato di concorso in corruzione anche Arata. Quest’ultimo è indagato anche a Palermo, nell’ambito del filone principale dell’inchiesta, per corruzione e intestazione fittizia di beni: secondo i pm siciliani, sarebbe stato socio dell’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Per i magistrati, però, Siri non sarebbe stato a conoscenza dei rapporti d’affari tra l’imprenditore mafioso e l’ex parlamentare.  “Non so niente. Non ho idea, non so di cosa si tratti. Devo prima leggere e capire. Ho letto di nomi che non so. Sicuramente  non c’entro niente con vicende che possano avere risvolti penali. Mi sono sempre comportato nel rispetto delle leggi. Sono tranquillo “, la reazione a caldo del sottosegretario leghista.

 

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