<figure id="attachment_11804" aria-describedby="caption-attachment-11804" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-11804" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/04/Carabinieri-3-300x200.jpg" alt="" width="1200" height="799" /><figcaption id="caption-attachment-11804" class="wp-caption-text">(Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Fermate a Palermo due persone, un 25enne convertitosi all&#8217;Islam ed un 18enne marocchino, per istigazione ed apologia di reati di terrorismo</strong></p>
<p>E&#8217;appena di ieri l&#8217;allarme lanciato dal vicepresidente libico <strong>Ahmed Maitig</strong> circa il rischio concreto che <strong>400 terroristi dell&#8217;Isis</strong>, detenuti tra Tripoli e Misurata, possano evadere approfittando del caos generato dallo scontro in atto tra l&#8217;esercito fedele al governo di unità nazionale e le milizie del Generale Haftar per poi infiltrarsi tra le centinaia di migliaia di libici, in fuga dalla guerra, che potrebbero sbarcare in Europa. Tuttavia, a conferma che il rischio terrorismo non è solo legato ai flussi migratori, la Procura di Palermo ha disposto il <strong>fermo di due persone</strong> accusate di istigazione a commettere reati di terrorismo e autoaddestramento per commettere <strong>atti terroristici</strong>. Si tratta di un palermitano 25enne, residente in Lombardia, convertitosi all&#8217;Islam, e di un marocchino 18enne che vive a Novara, considerato un fondamentalista islamico.</p>
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<h2>Palermo, terrorismo islamico: 2 fermati. La propaganda via social</h2>
<p>I due fermati, che si sono conosciuti tramite internet, progettavano di andare a combattere in Siria nelle fila dell&#8217;<strong>Isis</strong>. Il 25enne, <strong>Giuseppe Frittitta</strong>, autotrasportatore a Brescia, indottrinato alla radicalizzazione dal 18enne marocchino, ha anche avuto per alcuni mesi contatti, tramite i social, con una jihadista americana, che vive negli Usa, che gli forniva indicazioni riservate sulle zone teatro delle battaglie dell&#8217;Isis. Nei giorni scorsi l&#8217;uomo, che si fa chiamare Yusuf, si è sposato a Brescia con una cittadina marocchina. Intensa la sua attività di <strong>apologia ed istigazione a commettere reati di terrorismo</strong> sui social: si faceva selfie con in mano un coltello che definiva &#8220;mio compare 26 centimetri&#8221;, si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla<strong> vendetta</strong> dei combattenti dell&#8217;Isis morti in battaglia. Più volte, nelle chat sui social, invocava l&#8217;uccisione di &#8220;<strong>tutti gli occidentali</strong>&#8220;.</p>
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