Procura di Termini Imerese, maxi inchiesta su favori in cambio di voti
Giustizia (Cal Injury Lawyer, Flickr)

Maxi inchiesta della Procura di Termini Imerese sulle elezioni regionali e comunali: 96 indagati, ci sono assessori, deputati e sindaci

Una vera e propria maxi inchiesta quella per cui 96 persone hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura di Termini Imerese: a firmarlo è il pubblico ministero Annadomenica Gallucci.

Secondo quanto raccolto da Livesicilia, nell’elenco ci sarebbero vecchi e nuovi politici, candidati alle elezioni regionali e alle comunali di Termini Imerese: dai fratelli Salvino e Mario Caputo all’assessore regionale al Territorio e ambiente Toto Cordaro.

E ancora, dal capogruppo all’Ars di “Diventerà Bellissima” Alessandro Aricò al sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta, dagli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile, a Totò Cuffaro.

Mediante le indagini, sarebbe emerso un gran giro di promesse in cambio di voti.

Nello specifico, si tratterebbe di posti di lavoro, trasferimenti di ufficio, accesso ai corsi di laurea a numero chiuso, affidamenti di servizi, superamento degli esame di maturità.

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Maxi inchiesta della Procura di Termini Imerese: anche le elezioni sarebbero inquinate

Secondo quanto raccolto da Livesicilia, attenzionate nell’inchiesta della Procura di Termini Imerese anche le elezioni, proprio a Termini Imerese, che sarebbero state inquinate. In questo caso Caputo si sarebbe speso per fare votare il candidato a sindaco Giunta e al consiglio comunale Loredana Bellavia.

Al sopracitato Aricò invece viene contestato di avere promesso in cambio dei voti un’assunzione in un centro clinico come tirocinante con un compenso di 500 euro mensili.

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Inoltre ci sarebbero anche anche presunti casi di assenteismo fra i dipendenti comunali di Termini Imerese oltre un presunto utilizzo improprio del parco macchine da parte del sindaco Giunta, indagato per peculato.

Tutti gli indagati adesso potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Poi, il pm passerà alla richiesta di rinvio a giudizio.

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