(Getty Images)

Oggi, 8 marzo, è la Giornata internazionale della donna: occasione anche per riflettere sul ruolo insostituibile dell’altra metà del cielo. 

Oggi, 8 marzo, come ormai è tradizione, è il giorno non solo per celebrare l’universo femminile, l’altra metà del cielo, ma soprattutto per stilare il bilancio sul gap di genere. Ed è purtroppo ancora un bilancio in chiarosuro, con molte zone d’ombra legate all’accesso alle più alte cariche pubbliche e alla parità salariale. Altra criticità è rappresentata dalla violenza di genere visto che nel 2018 si contano 100 femminicidi. Eppure si intravede qualche segnale in controtendenza: come dimostra il report stilato dalla Coldiretti proprio in occasione della Giornata internazionale della donna, quasi un terzo delle imprese agricole è a conduzione  femminile. Un vero e proprio valore aggiunto sotto forma anche di maggiore sensibilità all’educazione alimentare nonché capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, la valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità.

8 Marzo, Giornata internazionale della donna. Perché si regala una mimosa

Innanzitutto, regalare la mimosa per la festa della donna è un’usanza tipicamente italiana. Nata più di 70 anni fa, ha origine nella sede dell’Unione donne italiane (Udi) a Roma. L’8 marzo 1945 fu proprio questa associazione di donne provenienti dal PCI, PSI, Partito d’Azione e altri a prendere l’iniziativa di celebrare la prima giornata dedicata alla donna in Italia. A guerra finita, nel 1946, tre esponenti dell’UDI, Teresa NoceRita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti) e Teresa Mattei, proposero di adottare la mimosa come simbolo della festa della donna. Venne scelto questo fiore in quanto fiorisce proprio in questo periodo dell’anno: quindi non è difficile da trovare ed è  soprattutto “povero“, ragion per cui poteva essere regalato da tutti. Inoltre, è uno dei pochi fiori apparentemente deboli in grado di crescere anche su terreni poco fertili.

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