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<figure id="attachment_8381" aria-describedby="caption-attachment-8381" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-8381" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2019/03/GettyImages-1093785596-300x200.jpg" alt="" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-8381" class="wp-caption-text">Il Premier Giuseppe Conte ed il Ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio (Getty Images)</figcaption></figure>
<p><strong>Il governo italiano è orientato ad aderire alla Nuova Via della Seta, il progetto cinese per connettere Asia, Europa ed Africa, ma dagli Usa arriva l&#8217;altolà: &#8221; Fare pressioni su Pechino affinché si uniformi agli standard internazionali accettati negli investimenti globali &#8220;</strong></p>
<p class="selectionShareable">Il progetto la cinese, lanciato nel 2013 dal Presidente cinese <strong>Xi Jinping</strong>, di sviluppo infrastrutturale euro-asiatico <strong>Belt and Road</strong>, la cosiddetta<strong> nuova via della seta</strong>, potrebbe avere anche l<strong>&#8216;Italia tra i suoi partner</strong> già a partire dalle prossime settimane. L&#8217;Italia sarebbe il primo Paese del G7 a firmare un <strong>memorandum d&#8217;intesa con la Cina</strong>, forse già in occasione della visita del presidente Xi prevista dal 22 marzo ma ancora non annunciata ufficialmente da Pechino. &#8221; Il negoziato non è ancora concluso ma è possibile che si chiuda in tempo per la visita&#8221;, ha dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo Economico <strong>Michele Geraci</strong>, citato dal <strong>Financial Times</strong>. &#8220;Vogliamo assicurarci che i <strong>prodotti Made in Italy</strong> possano avere più successo in termini di volumi di <strong>export verso la Cina</strong> che è il mercato a più rapida crescita al mondo&#8221;.</p>
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<h2>Via della seta, l&#8217;Italia verso l&#8217;adesione. Gli Usa: &#8221; Italia, prema sulla Cina &#8220;</h2>
<p>Tuttavia, a stretto giro, è arrivato l&#8217;altolà degli Usa che tramite <strong> Garrett Marquis</strong>, portavoce del <strong>Consiglio per la sicurezza nazionale</strong>, hanno invitato &#8221; tutti gli alleati e i partner, inclusa l&#8217;Italia, a <strong>fare pressione sulla <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.chenews.it/2019/02/01/cina-presidente-xi-emiro-quatar-al-thani/">Cina</a></span></strong> affinché porti i suoi sforzi di <strong>investimenti globali</strong> in linea con gli <strong>standard internazionali accettati</strong> e con le pratiche migliori &#8220;. &#8221; Siamo scettici sul fatto che l&#8217;appoggio del governo italiano possa portare a <strong>benefici economici duraturi al popolo italiano</strong> e potrebbe finire per danneggiare la reputazione globale dell&#8217;Italia nel lungo periodo &#8220;, ha poi aggiunto. Attualmente sono 152 i Paesi che hanno aderito al progetto infrastrutturale cinese per connettere Asia, Europa ed Africa. Iniziativa guardata con sospetto dall&#8217;<strong>Unione europea</strong> che nel 2017 ha annunciato nuovi strumenti per<strong> monitorare gli investimenti stranieri</strong> a tutela dei propri interessi strategici.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211;>; <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.chenews.it/2019/01/21/cina-rallenta-economia-pil-1990/">CINA, RALLENTA L&#8217;ECONOMIA: IL PIL AL MINIMO DAL 1990</a></span></strong></p>
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