L’arrivo in Tribunale del Cardinale Pell (Ansa)

Il Cardinale George Pell, riconosciuto colpevole di abusi sessuali su minori, attenderà in prigione la propria sentenza, fissata per il 13 marzo p.v., essendogli stata revocata la libertà su cauzione

Dopo essere stato riconosciuto colpevole di abusi sessuali per il Cardinale Pell si spalancano le porte dell’Assessment Prison di Melbourne  in attesa del pronunciamento della sentenza previsto per il prossimo 13 marzo. Infatti la County Court di Melbourne, al termine dell’udienza pre-sentenza di condanna dove i legali delle due parti hanno presentato le argomentazioni conclusive, ha revocato la libertà su cauzione al Cardinale George Pell, riconosciuto colpevole di abusi sessuali su due coristi di 13 anni quando era Arcivescovo di Melbourne. Nel corso dell’udienza è stato confermato che per i 5 reati di cui il cardinale è stato riconosciuto colpevole è stabilita una condanna massima di 50 anni. Al Cardinale Pell, lo scorso dicembre, era stata accordata la libertà su cauzione in quanto doveva sottoporsi ad un intervento chirurgico alle ginocchia.

Australia, il Cardinale Pell in prigione. Il padre di una delle vittime fa causa per risarcimento

Il padre di uno dei due coristi di 13 anni aggrediti sessualmente nel 1996 dal cardinale George Pell, quando era arcivescovo di Melbourne, sta intentando causa di risarcimento sia contro l’alto  prelato che contro la Chiesa cattolica, dopo la morte del figlio per overdose di eroina nel 2014. Lo studio legale Shine Lawyers, che lo rappresenta, rende noto che il padre della vittima, che non può essere identificato per legge, ha deciso di uscire allo scoperto dopo il verdetto di colpevolezza. Egli sostiene che il figlio abbia sofferto di stress post-traumatico a causa degli abusi subiti. Morto a 31 anni, non si era mai confidato con i genitori  ma il padre è convinto che siano stati gli abusi sessuali subiti a farlo precipitare nella spirale della droga.

 

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