Bangladesh al voto: almeno 10 morti tra scontri e violenze

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Bangladesh al voto: almeno 10 morti tra scontri e violenze
Dhaka, Bangladesh (rahmatullah77)

Seggi chiusi in Bangladesh intorno alle 12, ora italiana. Durante le operazioni di voto, sono avvenuti molti scontri e, nonostante i dispositivi di sicurezza impiegati, almeno 10 persone sono morte

Domenica 30 dicembre 2018 si sono tenute le elezioni nazionali in Bangladesh.

Il voto in Bangladesh si è svolto tra violenze e scontri che hanno causato la morte di almeno 10 persone, nonostante i dispositivi di sicurezza impiegati.

I seggi si sono chiusi intorno a mezzogiorno, ora italiana.

Secondo quanto raccolto dai media, alcune persone sarebbero rimaste uccise in scontri tra manifestanti e polizia in diverse zone del Bangladesh.

L’Associated Press avrebbe ricevuto oltre 50 segnalazioni di intimidazioni e minacce ai seggi, denunciate da sostenitori dell’opposizione.

Tuttavia, l’Associated Press non è stata in grado di verificarle in modo indipendente.

Hasina, 71 anni, attuale Primo Ministro con un mandato ormai decennale, spera di vincere nuovamente le elezioni per governare per un quarto mandato.

Il suo partito, la Awami League (AL), guida la coalizione della Grande alleanza, che si contrappone al Fronte Jatiya Oikya (o Fronte Nazionale dell’Unità), guidato dal principale partito nazionalista del Bangladesh, il BNP.

Una delle principali tv private, la Jamuna Tv, famosa per le sue posizioni indipendenti, è stata oscurata senza alcuna spiegazione. “Stiamo ancora trasmettendo, ma nessuno ci può vedere a causa del black-out”, ha spiegato Fahim Ahmed, il direttore.

Il leader avversario Khaleda Zia, già due volte primo ministro, è attualmente detenuta in carcere a Dhaka con l’accusa di corruzione.

Sia Hasina che Zia appartengono a famiglie che vantano una lunga tradizione politica.

Le due famiglie, spesso rivali, si sono alternate al potere per gran parte degli ultimi tre decenni.

Bangladesh al voto: almeno 10 morti tra scontri e violenze, le elezioni

Il momento elettorale del 30 dicembre, in Bangladesh, è una prova importante per il Paese asiatico.

Le elezioni precedenti, nel 2014, boicottate dal BNP, sono bollate dagli osservatori internazionali come “una farsa”.

In molti temono che la medesima situazione si ripresenti anche in queste elezioni, e che le libertà dei cittadini da esprimere nel voto non vengano tutelate e rispettate.

Secondo quanto riportato dal BNP, metà dei 300 candidati dell’opposizione sono stati attaccati durante tutta la campagna elettorale, mentre più di 11.500 dei suoi membri sono stati incarcerati nel mese solo mese di novembre.

Le autorità hanno bloccato il sito web del BNP insieme ad altre piattaforme in vista delle elezioni, sostenendo che contenevano materiale “osceno”.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha esternato delle preoccupazioni a proposito della situazione in Bangladesh, e ha chiesto “a tutte le parti interessate di garantire un ambiente privo di violenza, intimidazione e coercizione prima, durante e dopo le elezioni”.