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<figure id="attachment_906" aria-describedby="caption-attachment-906" style="width: 686px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-906 size-large" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2018/12/Luigi_Di_Maio_2017_Milano-1024x693.jpg" alt="" width="696" height="471" /><figcaption id="caption-attachment-906" class="wp-caption-text">Luigi Di Maio (WebSource)</figcaption></figure>
<p><strong>Boom di domande da parte degli aspiranti beneficiari del reddito di cittadinanza raccolte da un falso sito Inps</strong></p>
<p>Il successo elettorale del <strong>M5S</strong> alle <strong>elezioni politiche del 4 marzo scorso</strong> si spiega anche con la promessa di varare un provvedimento di sostegno al reddito, il c.d. <strong>reddito di</strong> <strong>cittadinanza</strong>, per tutti i cittadini disoccupati od al di sotto della soglia di povertà. Una misura tanto attesa soprattutto dall&#8217;elettorato del Sud Italia dove non a caso il movimento pentastellato ha sbaragliato la concorrenza. Il dibattito ferve nel Paese dove non mancano i detrattori tra opinionisti, intellettuali e soprattutto esponenti di<strong> Confindustria.</strong></p>
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<p>Il nocciolo delle loro riserve circa il provvedimento è relativo al rischio di trasformare i disoccupati in parassiti visto che sarebbe molto più conveniente percepire i<strong> 780 euro al mese</strong> previsti dal reddito di cittadinanza che attivarsi per cercare una nuova occupazione. Non sono dello stesso avviso i cittadini più direttamente chiamati in causa dal provvedimento. Lo dimostra un&#8217;iniziativa, a scopo provocatorio, di <strong>ARS Digitalia</strong>, un&#8217;agenzia di comunicazione specializzata nella creazione di applicazioni web.</p>
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<h2>Reddito di cittadinanza, il falso INPS (non) raccoglie 500 mila adesioni</h2>
<p>In pratica è stato progettato ed attivato un sito fake dell&#8217;<strong>INPS</strong>, l&#8217;Istituto per la Previdenza Sociale, per raccogliere le adesioni degli utenti interessati ad essere inclusi nella platea dei potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza. Ebbene, la risposta ha dell&#8217;incredibile oltre a testimoniare il grado di indigenza in cui versa una fetta consistente della popolazione italiana. Il layout del sito del tutto simile a quello originale ha, infatti, tratto in inganno ben <strong>500 mila cittadini</strong> che subito si sono registrati nella speranza di integrare il loro magro bilancio con, appunto, il reddito di cittadinanza. In realtà <a href="https://www.arsdigitalia.net/it/reddito-di-cittadinanza-2018-esperimento/">il sito era un&#8217;iniziativa satirica</a> e ogni registrazione non andava a termine, proprio perché l&#8217;obiettivo non era quello di raccogliere dati bensì quello di scherzare un po&#8217; con gli utenti. &#8220;Se per qualche motivo vi abbiamo offeso ci scusiamo sinceramente, prendete questa solo come un’occasione per imparare ancora una volta a distinguere il vero dal falso. E sappiate che noi di Ars Digitalia non salviamo nessuno dei vostri dati personali senza autorizzazione. La sicurezza passa prima da noi&#8221;, si legge sul sito dell&#8217;agenzia.</p>
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<p>Un dato che forse entrerà nel dibattito politico che vede il<strong> M5S</strong> tuttora determinato, nonostante il difficile negoziato con la <strong>Commissione Ue</strong> per evitare l&#8217;apertura della procedura d&#8217;infrazione, a varare il provvedimento entro i primi mesi del 2019. Una battaglia politica in cui il movimento guidato dal <strong>vicepremier Luigi Di Maio</strong> potrà contare sul consenso di gran parte degli italiani, il che avrà sicuramente il suo peso quando finalmente si passerà dalle promesse e dagli annunci ai fatti.</p>
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