Razzismo ad Imola: maestra ai domiciliari per botte e insulti a bambini nordafricani

Razzismo ad Imola
Imola, piazza Matteotti

La donna è agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati e lesioni a bambini tra i 3 e i 5 anni. Nelle intercettazioni minacce e insulti razzisti.

Una maestra 55enne di una scuola d’infanzia di Imola è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati e lesioni. Le vittime sono bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Tutto nasce dalle accuse di alcuni genitori che, insospettiti dai racconti dei figli, lo scorso luglio hanno denunciato la donna al commissariato di Polizia di Imola. Gli accertamenti svolti installando delle telecamere nella sezione “incriminata” hanno confermato che le accuse erano fondate. Secondo quanto si apprende, la donna anni avrebbe rivolto ai bimbi violenze fisiche, verbali, umiliazioni ed insulti. La vicenda, già drammatica in considerazione della giovane età delle vittime, è ulteriormente aggravata dall’odio razziale. Le intercettazioni hanno infatti testimoniato insulti e minacce, “che quando sono rivolti a bimbi di colore assumono inflessioni particolarmente razziste“, nei loro confronti e in quelli dei genitori.

Razzismo ad Imola: le intercettazioni choc

Ai piccoli di origine straniera, la donna avrebbe infatti rivolto minacce e insulti razzisti in riferimento ai luoghi di provenienza degli alunni. “Perché lei non sta ferma… lei butta giù tutto. Anche quando mangia, fa il ballo dell’Africa... dell’Africa nera! Il ballo del qua qua!”, avrebbe detto la maestra a una bambina di origine nordafricana che aveva lasciato cadere del cibo mentre mangiava. E ancora: “Dal Marocco, dalla Tunisia, dall’Algeria… Venite qui a fare… delle idiozie!“, oppure “Se i tuoi genitori facevano un po’ di scuola erano molto più intelligenti invece di trattarti così… ti riducono come una larva, che non hai voglia di fare niente! Solo disturbare la quiete pubblica, fortuna che c’è la polizia! Al loro Paese!”. Sull’accaduto, indagano il gip di Bologna Rita Zaccariello e il sostituto procuratore Manuela Cavallo, alle quali tocca il compito far luce su questa triste vicenda.

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