Euclid cercava galassie lontanissime e ha trovato una cometa sconosciuta. Il telescopio spaziale europeo aggiunge così una scoperta inattesa al lavoro con cui sta esplorando l’universo oscuro.
La notizia, ripresa da ANSA il 23 ottobre, riguarda C/2026 S1 (Euclid). L’ESA l’aveva annunciata il 19 ottobre: è la prima cometa precedentemente ignota scoperta dalla missione.

La cometa di Euclid è comparsa nelle immagini di settembre
Nel resoconto dell’ESA, le osservazioni risalgono al 16–24 settembre 2026. Mikko Pöntinen, dell’Università di Helsinki, ha individuato l’oggetto con un programma che cerca corpi in movimento. La nube sfumata intorno al segnale suggeriva un’attività cometaria.
Il confronto con i cataloghi non ha trovato corrispondenze. Dopo le osservazioni da Terra, il Minor Planet Center ha confermato la cometa l’8 ottobre.
Perché incontrarla è stato insolito
Euclid evita la fascia di cielo più ricca di asteroidi e comete: la luce diffusa dalle polveri disturba le misure degli oggetti lontani. Inoltre, normalmente passa da una zona all’altra senza tornarvi. La combinazione tra il percorso della cometa e le osservazioni ha consentito di riconoscerla in più campi.
Che cosa cerca davvero il telescopio
La scheda della missione spiega l’obiettivo principale: ricostruire la storia e la struttura dell’universo osservando miliardi di galassie, fino a dieci miliardi di anni luce. Euclid raccoglie immagini nel visibile e nel vicino infrarosso per studiare gli effetti di materia oscura ed energia oscura.
La prima contribuisce alla crescita delle strutture cosmiche; la seconda è associata all’accelerazione dell’espansione. Capirne le proprietà richiede misure su scale enormi. Il telescopio lavora vicino al punto L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Una prova utile per le future missioni
La nuova cometa non è un bersaglio adatto a Comet Interceptor, precisa l’ESA. La scoperta ha però messo alla prova il coordinamento tra i gruppi delle due missioni.
Il progetto Comet Interceptor, guidato dall’ESA con JAXA, prevede di attendere nello spazio un oggetto adatto, per poi raggiungerlo. Due sonde affiancheranno il veicolo principale per osservarlo contemporaneamente da direzioni diverse. Trovare nuovi candidati in anticipo può aiutare a preparare incontri di questo tipo.





