Tra scaffali, caffè e incontri, le librerie tornano a essere luoghi da vivere. Il 2026 racconta una nuova idea di cultura condivisa
Negli ultimi mesi il mondo delle librerie italiane ha mostrato segnali interessanti in vista del 2026. Nonostante le difficoltà strutturali di un settore segnato da costi elevati, concorrenza dell’online e ricavi in calo per molte piccole realtà, continuano a nascere nuove aperture e sperimentazioni culturali che guardano a un modello più dinamico e radicato nella comunità.

Aprire una libreria in Italia resta infatti una sfida impegnativa. I margini di vendita dei libri sono compressi, i costi di gestione aumentano e molte librerie indipendenti faticano a raggiungere una stabilità economica duratura. Secondo i dati dell’Osservatorio Ali-Confcommercio, la vendita di libri usati è in crescita ed è spesso utilizzata come leva per attrarre clientela, ma i ricavi complessivi del settore restano sotto pressione.
In questo contesto complesso, assumono particolare rilevanza alcune iniziative pubbliche. Nel 2025 il Ministero della Cultura ha stanziato 4 milioni di euro a sostegno delle nuove librerie indipendenti, con contributi a fondo perduto rivolti in larga parte a giovani librai under 35. Un segnale istituzionale che riconosce il valore delle librerie come presidi culturali e sociali sul territorio.
Espansione dei network e nuovi spazi di aggregazione
Un altro segnale arriva dai grandi operatori del settore. Librerie Mondadori ha annunciato un piano di circa 30 nuove aperture in Italia entro il 2026, tra punti vendita in gestione diretta e franchising. Un’espansione che non riguarda solo la vendita, ma anche la creazione di spazi dedicati a eventi, presentazioni e iniziative locali.
Accanto alle aperture di rete, molte librerie indipendenti stanno sperimentando modelli ibridi, soprattutto nei grandi centri urbani. In città come Roma, ma non solo, si diffondono librerie con caffè interni o dehors, rese possibili anche da normative recenti che consentono l’uso di tavolini e spazi all’aperto. Il libro resta al centro, ma viene affiancato da momenti di socialità, lavoro e incontro.
Il modello del caffè letterario trasforma la libreria in un luogo di permanenza, non più solo di passaggio. Si legge, si lavora, si ascolta musica, si partecipa a presentazioni e club di lettura, rafforzando il legame con il quartiere e con una comunità di lettori sempre più attiva.
Librerie indipendenti e modelli culturali ibridi
Tra le nuove realtà che stanno emergendo nel 2026 spicca la Libreria Santelli di Sesto San Giovanni. Nata come prima libreria di proprietà del network Librerie Santelli, rappresenta un esempio di integrazione tra attività editoriale e spazio culturale. La libreria è parte del quartier generale del Gruppo Santelli e ospita narrativa, saggistica, un’area ragazzi e una sala eventi per presentazioni, workshop e incontri con autori.

Qui la vendita dei libri si accompagna a un rapporto diretto e dialogico con i lettori, con una selezione che valorizza piccole case editrici e titoli di qualità, con l’obiettivo di migliorare la bibliodiversità e offrire proposte che spesso faticano a trovare spazio nei grandi circuiti.
In molte città italiane esistono già librerie che seguono questa direzione. A Roma, ad esempio, realtà come Shell Libreria Bistrot o Libreria Caffè Bohemien uniscono libri, bistrot e attività culturali, creando punti di aggregazione in cui si tengono eventi, incontri e momenti di convivialità.
Anche in città come Firenze si stanno affermando librerie con spazi interni dedicati al caffè e alla musica, ambienti rilassati che invitano a sostare e a vivere la lettura come esperienza condivisa, non come gesto isolato.
La combinazione tra incentivi pubblici, espansione dei network e sperimentazioni indipendenti suggerisce un cambiamento profondo. Le librerie non sono più pensate solo come negozi, ma come luoghi di cultura vivi e interconnessi con il tessuto urbano, capaci di sostenere la lettura e l’incontro in un’epoca dominata dal digitale.
In questo senso, il 2026 si profila come un anno di aperture e innovazione per il panorama librario italiano. Un segnale che, pur tra molte difficoltà, racconta una voglia concreta di reinvestire nella cultura e nelle relazioni che nascono attorno ai libri.





