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Curiosita

Tessere vibranti trovano da sole lo stesso ritmo: un passo verso nuovi robot

Le tessere vibranti partono con movimenti locali e finiscono per oscillare insieme. È il risultato di un esperimento su materiali attivi che potrebbe suggerire nuovi modi di costruire robot capaci di coordinarsi attraverso le interazioni tra i loro componenti.

Un insieme di piccoli elementi trova un ritmo collettivo senza un segnale esterno che scandisca ogni oscillazione. La ricerca, ripresa da ANSA il 22 ottobre, è stata pubblicata su Nature il 14 ottobre 2026. Tra i protagonisti ci sono Jack Binysh e Jonas Veenstra, che hanno avviato il lavoro nell’ambiente di ricerca dell’Università di Amsterdam.

Materiale modulare a tessere: illustrazione concettuale generata con IA per CheNews, non una fotografia dell’apparato sperimentale.

Come funzionano le tessere vibranti

Il materiale sperimentale combina strutture elastiche, sensori, elettronica e attuatori, i dispositivi che producono il movimento. I componenti vicini possono così influenzarsi a vicenda. Si parla di materiale attivo perché i suoi elementi dispongono di un’alimentazione che permette loro di muoversi.

La spiegazione dell’Università di Amsterdam chiarisce la scelta decisiva: rendere le interazioni asimmetriche. La risposta di un elemento al vicino non deve essere identica a quella nella direzione opposta. Da queste regole locali può emergere un comportamento comune all’intera struttura.

Dal movimento locale a un’unica oscillazione

Secondo il resoconto dell’Università di Birmingham, i ricercatori hanno costruito una superficie a nido d’ape con 37 unità attive. Superata una soglia di stabilità, le singole unità hanno iniziato a oscillare attorno ai 30 hertz.

Con il tempo hanno prevalso onde più lunghe, fino al movimento collettivo del materiale. Il gruppo ha sperimentato anche un anello elastico con 24 unità motorizzate: i piccoli schemi di deformazione si sono combinati in un ciclo comune più lento.

Perché i ricercatori parlano di «cristallo temporale»

L’espressione indica un ordine che si ripete anche nel tempo. Nell’abstract del preprint della ricerca, gli autori descrivono il processo come wave coarsening: le vibrazioni crescono in lunghezza d’onda, periodo e ampiezza prima che si formi uno stato sincronizzato.

Il risultato non dipende soltanto dal ripetersi di un movimento. Come sottolinea la comunicazione di Amsterdam, conta anche la stabilità dell’ordine collettivo rispetto a perturbazioni casuali. È questo insieme di proprietà a rendere interessante il sistema per la fisica dei materiali.

Le applicazioni nei robot sono ancora da sviluppare

La prospettiva è ottenere più schemi di movimento stabili nello stesso materiale e passare dall’uno all’altro per cambiare forma o direzione. I ricercatori stanno inoltre studiando come estendere il comportamento a strutture tridimensionali.

Gli esperimenti mostrano un meccanismo di coordinamento; i robot multifunzionali restano un obiettivo. Il punto di partenza è promettente: progettare bene il modo in cui i componenti interagiscono può contribuire a organizzare il movimento dell’insieme.

Published by
Francesco Fallai