<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad1" id="quads-ad1" style="float:none;margin:3px;">
<div class="nm-ad" id="chenews_SKIN" data-slot="ca-pub-4894676716775870-tag/chenews_SKIN" data-mp="NW_SKIN" data-dm="1x1" style="text-align: center;" ></div> 
<div class="nm-ad" id="chenews_A" data-slot="ca-pub-4894676716775870-tag/chenews_A" data-mp="NW_ARTICLE" data-dm="300x250,336x280" style="text-align: center;" ></div>
</div>
<p>L&#8217;acquisto della prima casa rappresenta un traguardo fondamentale nel progetto di vita di molti, ma l&#8217;ostacolo principale rimane quasi sempre la necessità di disporre di un&#8217;ingente liquidità iniziale. Le normative bancarie, infatti, prevedono di norma che il mutuatario copra con mezzi propri almeno il <strong>20% del valore dell&#8217;immobile</strong>, a cui si aggiungono le significative spese accessorie come imposte, oneri notarili e costi di intermediazione. Questa barriera d&#8217;ingresso, nota come &#8220;anticipo&#8221;, <strong>esclude di fatto una vasta platea di potenziali acquirenti</strong>, specialmente le fasce più giovani della popolazione che, pur avendo redditi stabili, non hanno avuto il tempo di accumulare un capitale sufficiente. La domanda, pertanto, sorge spontanea: <a href="http://www.bper.it/privati/mutui/mutuo-100-prima-casa">richiedere un mutuo senza anticipo</a> è un&#8217;utopia o una possibilità concreta nel panorama creditizio attuale?</p>
<p><img class="size-medium wp-image-199432" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2024/02/vendere-casa-25-2-2024-chenews-650x433.jpg" alt="vendere casa" width="650" height="433" /></p>
<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad7" id="quads-ad7" style="float:none;margin:3px;">
<amp-embed width="600" height="600" layout="responsive" type="mgid" data-publisher="chenews.it.web365" data-widget="1717928" data-container="M1005877ScriptRootC1717928" data-block-on-consent="_till_responded"> 
 </amp-embed>
</div>

<h2>Il limite standard dell&#8217;80% (loan to value)</h2>
<p>Per comprendere la difficoltà nell&#8217;ottenere un finanziamento totale, è necessario partire dalla normativa prudenziale. Le direttive della Banca d&#8217;Italia, in linea con gli accordi europei, stabiliscono che gli istituti di credito non dovrebbero, di norma, finanziare più dell&#8217;80% del valore del bene immobile (il cosiddetto LTV, Loan to Value, determinato dalla perizia tecnica). Questa soglia non è arbitraria, ma funge da <strong>meccanismo di autotutela per la banca</strong>. Quel 20% di capitale proprio versato dall&#8217;acquirente agisce come un &#8220;cuscinetto&#8221; che riduce il rischio per l&#8217;istituto in caso di insolvenza del debitore e successiva vendita forzata dell&#8217;immobile all&#8217;asta, i cui ricavi sono spesso inferiori al valore di mercato. Un <strong>mutuo senza anticipo</strong>, che copra il 100% del valore, è quindi considerato un&#8217;operazione ad alto rischio.</p>
<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad2" id="quads-ad2" style="float:none;margin:3px;">
<div style="text-align: center;"> 
<amp-ad width=336 height=280 
 type="doubleclick" 
 data-slot="/42047600/ca-pub-4894676716775870-tag/chenews_B_AMP" 
rtc-config='{"vendors": { "aps": {"PUB_ID": "600", "PUB_UUID": "58f9cfb0-4202-41cf-9f10-9328804dc639","PARAMS":{"amp":"1"}}, "criteo": {"NETWORK_ID": 6987} }}' 
 data-multi-size="300x250"> 
</amp-ad> 
</div>
</div>

<h2>Le eccezioni: il ruolo delle garanzie statali</h2>
<p>Nonostante il limite standard dell&#8217;80%, esistono eccezioni che rendono possibile il finanziamento dell&#8217;intero importo. La soluzione più diffusa per superare questo scoglio è l&#8217;accesso a fondi di garanzia specifici, primo fra tutti il <strong>Fondo di Garanzia Prima Casa</strong> (CONSAP). Questo strumento, gestito dallo Stato, offre una garanzia pubblica sulla quota capitale del mutuo che eccede l&#8217;80% (e fino al 100%). In questo modo, il rischio per la banca viene di fatto neutralizzato dalla copertura statale, rendendo l&#8217;istituto di credito molto più propenso a deliberare l&#8217;operazione. Tuttavia, l&#8217;accesso a tale fondo è subordinato a <strong>requisiti precisi</strong>: è riservato all&#8217;acquisto della prima casa, l&#8217;immobile non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso e, fino a recenti disposizioni, ha dato priorità a categorie specifiche come i giovani under 36.</p>
<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad4" id="quads-ad4" style="float:none;margin:3px;">
<amp-ad width=300 height=1 type="teads" data-pid="116954" layout="responsive"> 
</amp-ad>
</div>

<h2>Il costo di un finanziamento al 100%</h2>
<p>Ottenere un finanziamento integrale non è, tuttavia, privo di conseguenze economiche per il richiedente. Proprio perché l&#8217;operazione è percepita come più rischiosa (nonostante le garanzie), le banche tendono ad applicare <strong>condizioni economiche differenti</strong> rispetto a un mutuo standard. Generalmente, un finanziamento al 100% prevede uno spread, ovvero il ricarico della banca sul tasso di interesse di riferimento (Euribor o IRS), più elevato. Questo si traduce in una <strong>rata mensile più pesante</strong> rispetto a quella che si sosterrebbe finanziando solo l&#8217;80%. L&#8217;istituto, inoltre, valuterà in modo estremamente rigoroso la <strong>solidità reddituale del richiedente</strong>, assicurandosi che il rapporto tra la rata e il reddito mensile netto non superi soglie di sostenibilità molto stringenti.</p>
<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad6" id="quads-ad6" style="float:none;margin:3px;">

</div>

<h2>L&#8217;anticipo indispensabile: le spese accessorie</h2>
<p>Un equivoco comune è pensare che un mutuo al 100% significhi non dover disporre di alcuna liquidità. Il finanziamento, infatti, <strong>copre esclusivamente il prezzo di acquisto dell&#8217;immobile</strong> (o, più precisamente, il valore di perizia, se inferiore). Restano interamente a carico dell&#8217;acquirente tutte le <strong>spese accessorie</strong>, che non vengono coperte dal mutuo. Si parla dell&#8217;imposta di registro (o dell&#8217;IVA in caso di acquisto da costruttore), delle imposte ipotecarie e catastali, dell&#8217;onorario del notaio sia per l&#8217;atto di compravendita (rogito) sia per l&#8217;atto di mutuo, e delle eventuali commissioni di agenzia immobiliare. Questi costi possono facilmente rappresentare un ulteriore 7-12% del valore dell&#8217;immobile, un capitale che l&#8217;acquirente deve comunque possedere.
<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad3" id="quads-ad3" style="float:none;margin:3px;">
<amp-embed width="600" height="600" layout="responsive" type="mgid" data-publisher="chenews.it" data-widget="1619187" data-container="M959048ScriptRootC1619187" data-block-on-consent="_till_responded"> 
</amp-embed>
</div>