Litio, è fondamentale riciclarlo: ecco tutti i motivi

Il riciclo di litio sta diventando sempre più importante. Questo passaggio è fondamentale per la natura: i motivi di un progetto da eseguire.

Il litio è un materiale che, con il tempo, è diventato sempre più importante dato che lo ritroviamo nelle batterie ricaricabili che vengono usate in tanti prodotti. L’aumento della domanda su questo materiale ha portato molta preoccupazione in ambito ambientale dato che lo smaltimento non è affatto semplice. Negli ultimi tempi, però, il riciclo del litio sta emergendo con discreta forza.

Il nuovo progetto sul riciclo del litio
L’importanza del riciclo del litio – CheNews.it

Essendo un minerale alcalino, il litio contiene delle caratteristiche molto importanti che lo rendono plasmabile e leggero. Queste proprietà insieme alla capacità di integrarsi con altre sostanze, lo rendono a dir poco versatile. Possiamo ritrovare tale materiale anche nelle produzioni di leghe metalliche che fanno passare il calore, nelle batterie e in alcuni ingredienti presenti nei medicinali.

Tra i tanti elementi di cui il litio fa parte, quello che più utilizziamo sono le batterie. Queste, con il tempo, si degradano e per tale motivo è giusto considerare la possibilità di dare a loro una seconda vita. Ecco perché è assolutamente importante considerare il riciclo.

Batterie al litio, meglio il riciclo: una soluzione che fa bene alla natura

L’attività di riciclo, anche del litio, è fondamentale per preservare la natura. A questo proposito si è dato vita al progetto europeo Acrobat che in Italia è gestito da Enea. L’idea di tale progetto è quello di recuperare più del 90% delle materie critiche che sono all’interno delle batterie, litio-ferro-fosfato, tramite un meccanismo di estrazione innovativo e dal basso impatto sull’ambiente.

Con questo progetto, si mira ad un processo sostenibile a livello economico per estrarre le materie critiche. Tale estrazione porterebbe queste materie ad essere, poi, utilizzate per produzioni terze. Si mira al recupero ogni anno di 5.400 tonnellate di queste materie, di 6.200 tonnellate di grafite e di 4.400 tonnellate di elettrolita, entro il 2030.

Questa attività di recupero dovrebbe avvenire al centro di Portovesme, sotto la direzione della Glencore. Questo centro era a rischio chiusura a causa della crisi energetica ma, lo scorso maggio, questo scenario è stato scongiurato e si è deciso di convertirlo in direzione di economia circolare.

Lo studio di fattibilità è ancora in corso e se tutto dovesse essere confermato, il centro rinnovato andrà ad iniziare la propria attività tra la fine del 2026 e l’inizio dell’anno seguente. Questo avrà una capacità di lavorazione che potrebbe andare tra le 50.000 e le 70.000 tonnellate ogni anno di materiali presenti nella batterie esauste.

 

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