Si fa prima con un rivetto: come e quando si sfruttano questi accessori

I rivetti sono una soluzione semplice, economica e facile da applicare. Si utilizzano in tantissime situazioni, soprattutto laddove non sia possibile saldare tra di loro due materiali: perché molto differenti o anche a causa dello spessore minimo. Costano poco, meno di altre soluzioni in commercio, inoltre consentono di creare un punto di fissaggio inamovibile, se non rompendo i rivetti stessi.

Diverse tipologie di rivetti

Visto che questi accessori di fissaggio offrono così tante caratteristiche vantaggiose, nel tempo se ne sono prodotti di varie tipologie. Oltre ai classici rivetti a strappo, i professionisti utilizzano anche rivetti strutturali, a tenuta stagna o rivetti filettati. Questi ultimi sono particolarmente utili quando è necessario creare un foro filettato su un materiale in strato sottile, o che non permette altre tipologie di soluzione. La particolare forma di questi rivetti ne permette la perfetta coesione con il materiale e un fissaggio ideale e costante nel tempo. All’interno vi è uno spazio filettato, che permette quindi l’inserimento di una vite; si sfruttano ad esempio per le viti con testa ad anello, per creare un punto di ancoraggio. Se desideri sapere di più sui rivetti filettati disponibili in commercio clicca qui.

Come si usano i rivetti

Per posizionare la maggior parte dei rivetti si utilizzano appositi utensili, chiamati rivettatrici. Prima di inserire il filetto nel punto di fissaggio è necessario creare un foro, del corretto diametro e che possa ospitare il rivetto in maniera perfetta. In seguito si posizionano i rivetti sulla punta della rivettatrice, li si inserisce nel foro e si pratica una pressione sulla manopola della rivettatrice. Questo utensile va a comprimere il rivetto, deformandone la testa o il fusto, a seconda del tipo di rivetto che si sta utilizzando. Il risultato è un punto di fissaggio inamovibile, proprio a causa della deformazione strutturale del rivetto in fase di posizionamento. Nel caso dei rivetti a strappo, la rivettatrice non solo ne deforma la testa ma agisce anche rompendo il fusto alla giusta misura, perché dal foro non fuoriescano residui. La spiegazione di come si usano i rivetti è abbastanza lunga, ma in realtà si tratta di un’azione rapidissima, che si prolunga per pochi secondi: nell’arco di un solo minuto si possono posizionare vari rivetti, anche più di 10.

Rivetti particolari

Sono detti rivetti anche quei punti di giunzione che si posizionano a pressione, spesso costituiti da due o più parti. In alcuni casi sono chiamati ribattini, ma la funzione e la forma portano ad accomunarli al più ampio concetto di rivetto. I rivetti, o ribattini, si utilizzano su tessuti, carrozzerie, cuoio o altri materiali, sia per scopi funzionali che decorativi. Si pensi ad esempio ai rivetti presenti da sempre sui jeans, applicati in punti strategici, in modo da evitare che il tessuto si strappi o si consumi troppo rapidamente. Per fini decorativi li troviamo su scarpe, borse, cinture. Sono anche detti ribattini perché l’azione di fissaggio è detta ribattitura: si utilizza a tale scopo uno strumento che svolge l’azione di una pressa.