Superbonus 110%, arriva lo stop delle banche? La decisione che preoccupa l’edilizia

Cosa sta accadendo tra le banche italiane e le aziende del mondo edilizio per quanto concerne l’erogazione dei crediti del Superbonus 110%? A quanto pare non sono finiti gli intoppi burocratici e “i rubinetti” continuano a essere chiusi.

La cessione dei crediti per ristrutturazioni edilizie, il cosiddetto superbonus 110%, è stata prima bloccata dal governo italiano e poi nuovamente consentita, con ben sei modifiche normative intermedie e alcune novità previste entro il 30 settembre, che hanno spaventato il mercato finanziario, con ripercussioni per le imprese di costruzione e consumatori.

Superbonus 110
Fonte Foto Canva

Per contrastare la cessione fraudolenta dei crediti al 110%, infatti, il governo ha introdotto limiti all’attribuzione dei crediti d’imposta per le ristrutturazioni del 110%. Di fatto, il Governo ha scaricato sulle banche l’intera massa delle responsabilità, gli unici soggetti, autorizzati a cederli.

In risposta, le banche, travolte da miliardi di crediti al 110%, hanno bloccato nuove acquisizioni per evitare di rimanere senza liquidità.

A sua volta, il blocco degli incarichi bancari ha avuto ripercussioni sui cantieri aperti o in procinto di aprire poiché si è persa la certezza dei pagamenti per le imprese di costruzione.

Superbonus 110%: cosa si nasconde dietro la decisione delle banche

I crediti d’imposta, infatti, non vengono rimborsati dallo Stato ma consentono solo di pagare sconti sulle tasse future. In altre parole, vengono ad oggi erogati solo ‘voucher’ fiscali e devono poter circolare liberamente tra venditori e acquirenti per essere liquidi.

Il governo, a maggio, è corso ai ripari semplificando le regole per l’assegnazione dei crediti al 110%, ma la credibilità era già stata compromessa. Per questo molti crediti sono rimasti fermi sul mercato, senza alcun acquirente.

Di fatto, quando il Governo si è accorto di aver elargito i crediti anticipati con eccessiva facilità, mentre da una parte le autorità competenti avviavano indagini accurate sule erogazioni di denaro già concesse, dall’altra parte le banche hanno pensato bene di tutelarsi. E hanno “chiuso i rubinetti” per evitare di esporsi.

Superbonus 110%: il grido d’allarme del mondo edilizio

In questo caso vale il detto: per un peccatore, penitenza maggiore. E non è servito affatto il grido di allarme del mondo edilizio, di quelle aziende “sane” che si erano già economicamente esposte. Erano certe dei contributi, e quindi si sono ritrovate irrimediabilmente con le spalle al muro.

C’è di più e ci riferiamo a ulteriori intoppi che sono emersi nelle ultime settimane di cui tenere conto, che raffreddano ulteriormente i rapporti tra le banche e il mondo edilizio.

Le banche non se la sentono di esporsi, nonostante ad oggi sia possibile, da parte tutti i correntisti con partita iva, richiedere la cessione dei crediti.

La verità è una sola: si guardi alle recentissime circolari emanate dall’Abi. Le banche, vista la crisi in corso, non si sentono abbastanza tutelate nel concedere crediti. Di conseguenza hanno iniziato una serie di controlli a tappeto sulle pratiche già avviate. Contemporaneamente, sono state sospese le nuove acquisizioni.

Insomma la crisi mette nelle condizione le banche di stringere le maglie, e il mondo dell’edilizia è di nuovo in apnea.

 

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