WindTre, prezzi in aumento: occhio alla clausola, ti fregano così

Anche WindTre è pronto a far slittare in alto i pressi degli abbonamenti. Gli utenti che si sono affidati all’azienda devono tenere d’occhio una clausola nel contratto: ecco come ti fregano e a quanto ammonta l’aumento.

Sono già diversi mesi che stiamo assistendo ad una escalation dei prezzi che riguarda un po’ tutti i settori: da quello alimentare a quello dei servizi. È risaputo che molte persone stanno mettendo in prativa alcune strategie per cercare di ridurre i costi, pizzicando un po’ da tutte le parti. Ad essere colpito è anche il settore delle telecomunicazioni, visto che la società italiana ha pronto un aumento per gli utenti.

WINDTRE
fonte foto: Canva

In uno scenario di crisi economica ed inflazionistica importante, l’azienda WindTre ha deciso di prendere dei provvedimenti. La compagnia telefonica ha deciso di adeguare il prezzo all’inflazione. È la prima società del settore a farlo, anche se non si esclude che le altre possono seguirla a ruota libera. Questo vuol dire che ci sarà un aumento dei prezzi per quanto riguarda l’abbonamento.

In poche parole, l’inflazione record e gli aumenti vari, hanno spinto i dirigenti dell’azienda a variare le condizioni contrattuali. In pratica, mentre per chi è abbonato le cose devono ancora vedersi per bene, i nuovi arrivati devono stare attenti su una clausola contrattuale. Questa è stata inserita sia nei contratti per il numero fisso che per quello mobile. Andiamo a vedere nel dettaglio.

WindTre prezzi in aumento: la clausola per i nuovi abbonati

Anche la compagnia telefonica è pronta a far slittare i costi degli abbonamenti. Per prima cosa c’è da dire che i contratti che vengono firmati dai clienti adesso non vedranno gli aumenti fino al 2024. Questo vuol dire che nel caso la tariffa aumenta nel 2024. In quanto la società si è presa un anno intero per adeguare i contratti al nuovo sistema, come si legge nel portale DDay.

Inoltre, bisognerebbe prestare attenzione alla scritta nel contratto: “in caso di variazione annua positiva”. Questo vuol dire che l’aumento arriva solo in caso in cui l’inflazione aumenta, anche solo di pochissimo e non è prevista una riduzione. In poche parole: il prezzo o resta quello in cui quando si è firmato il contratto, in caso in cui l’inflazione rimane standard o cala. Oppure il prezzo aumenta in caso di inflazione crescente.

Per capire la variazione bisogna tenere presente le rilevazioni ISTAT nell’ottobre dell’anno prima. In poche parole, stiamo parlando che gli aumenti riguarderanno il 2024 e quindi dovremmo vedere ottobre 2023. Gli aumenti, tuttavia, saranno del +5% in caso in cui l’inflazione sarà tra 2 e 3%. Se, invece, l’inflazione è più alta, l’azienda tenderà ad arrotondare la percentuale inflazionistica per difetto.

Si tratta di una norma contrattuale che il cliente, una volta che firma, prende atto della cosa e accetta. Per questo motivo è bene fare tanta attenzione quando si firma un contratto e leggere tutte le voci presenti.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, pensioni, bonus, invalidità - 104 e news