Telepass: la novità sui pedaggi autostradali non piace agli italiani, scopri perché

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Dopo un quarto di secolo, anche Telepass ha dovuto comunicare ai suoi clienti l’inaspettato cambiamento delle tariffe dei pedaggi, adeguandosi all’aumento del costo della vita.

Per ben 25 anni hanno rappresentato il monopolio assoluto dei pedaggi autostradali senza mai variare il prezzo di abbonamento, sposando comunque nel tempo il mondo delle digitalizzazioni e delle app.

telepass
fonte foto: AdobeStock

La liberalizzazione del mercato, con l’arrivo di competitors come Unipolmove, e la crisi economica, con i rincari energetici legati al conflitto russo-ucraino, hanno costretto molte grandi aziende a modificare il loro piano strategico e ad aumentare determinate tariffe.

Inevitabile ipotizzare che la clientela, soprattutto quella storica, già alle prese con aumenti degni delle peggiori martellate nelle ginocchia, non hanno certo preso bene questi cambiamenti inaspettati.

Telepass: dopo 25 anni un inatteso cambiamento sulle tariffe dei pedaggi

Quando gli utenti “aficionados” di Telepass hanno ricevuto la “triste” comunicazione, con aumenti fino a 85 centesimi, per pacchetti come Family e Twin, non hanno certo fatto salti di gioia. Oggi Telepass arriva a richiedere fino a complessivi 4,21 euro, rispetto ai 3,36 euro, da pagare prima dell’avvento di questo cambiamento per certi versi epocale.

E siamo certi che non devono essere stati pochi i clienti che potrebbero, il condizionale è d’obbligo, avere chiesto la rescissione del loro contratto, anche in considerazione del fatto che Unipolmove offre oggi gli stessi servizi per l’incredibile prezzo di 1 euro, con tanto dei primi sei mesi gratuiti.

Telepass, consapevole delle difficoltà che avrebbe creato a gran parte degli automobilisti, addirittura offriva la possibilità, entro il 30 giugno, di recedere dal contratto senza alcuna penale, dopo di che dal 1 luglio, data fatidica dell’arrivo dell’aumento, tutto questo, a condizioni agevolate, non era più possibile.

Telepass, fino a ieri leader nei pedaggi autostradali, rischia a questo punto di perdere seriamente il primo posto, e non solo perché la incalza un concorrente non da poco come Unipolmove, ma in particolare perché gli italiani sono decisamente stufi dei continui rincari.

Non bastavano gli aumenti legati al prezzo della benzina, che adesso sembrano concedere una tregua, ci auguriamo non momentanea e tanto meno effimera.

Per molti italiani prendere l’auto, di questi tempi, rappresenta già un lusso. Figuriamoci se poi ci mettono nella condizione di dover pagare pedaggi autostradali a cifre tutt’altro che agevolate.

La novità Unipolmove: ecco cosa potrebbe accadere adesso

La nuova piattaforma Unipolmove amplia quindi l’offerta di Unipol nei servizi di assistenza e soccorso stradale, manutenzione diretta e riparazione danni, leasing a lungo termine e nella compravendita di veicoli usati attraverso la propria piattaforma online.

Come riportato, Unipolmove offre un abbonamento che per i primi sei mesi è addirittura gratuito, e successivamente a 1€ al mese, con un canone annuo, previa maggiorazione, di circa 22€ da pagare in un’unica soluzione.