Bolletta della luce, ecco quanto pagavano i nonni nel 1940

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Anche le fatture di gas e luce hanno subito dei cambiamenti nel tempo. Una bolletta della luce del 1940 dimostra come le cose siano cambiate. Ecco il confronto tra le voci dell’epoca e quelle di oggi.

Le bollette del gas e della luce sono sempre più al centro dell’attenzione. I tempi sono cambiati e con esso anche i costi che oggi sono arrivati a soglie non facilmente preventivabili. La curiosità di molti, dunque, volge lo sguardo al passato. Soprattutto tanti si chiedono quanto costava l’energia elettrica in un periodo molto delicato, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Bolletta 1940
Fonte Foto Canva // Adobe Stock

I costi energetici, specialmente nell’ultimo periodo, hanno raggiunto prezzi da capogiro. Sia le aziende che le famiglie hanno subito un’onda d’urto a dir poco impegnativa da sostenere. Inoltre, le tanti voci nella bolletta non aiutano a capire da dove arrivi la cifra finale. Per tale ragione, si può effettuare un salto nel passato e veder cosa è cambiato.

Con il passare del tempo, la lettura della bolletta della luce è diventata sempre più impegnativa. In riferimento ad una bolletta del 1940, le voci sono decisamente aumentate. La fattura nel periodo del conflitto mondiale è stata trovata dal portale luce-gas.it. Andiamo a vedere, dunque, tutte le differenze che si segnalano.

Bolletta della luce del 1940 e una di oggi: quali sono le differenze?

In rete, sui siti di vendita, si possono trovare degli autentici reperti storici. Uno di questi riguarda una bolletta che fa riferimento al 1940, periodo del secondo conflitto mondiale. In quella fattura c’erano pochissime voci. Nella parte alta troviamo il nome e cognome, indirizzo di fattura e data con i consumi del mese. Presente anche la quota consumo di 0,25 lire al kWh e l’imposta governativa a 0,015 libre al kWh.

Nella tabella erano presenti anche la lettura del contatore e il consumo totale. Quest’ultimo veniva calcolato tramite la differenza tra la lettura presente in fattura e quella del mese precedente. La cifra della spesa dell’energia gravava sul totale per l’84% della fattura. In aggiunta si trovavano anche bollo e nolo contatore e diritti.

Varie cose, oggi, sono completamente scomparse mentre sono arrivate dell’altre. Attualmente sulla bolletta della luce troviamo il nome del fornitore, numero di utenza e informazioni anagrafici. Troviamo il codice POD e potenza impegnativa, tensione di fornitura. Tipo di cliente e di pagamento e poi l’importo da pagare. Nella bolletta 2.0 ci sono tutte le voci che portato al saldo finale. Troviamo la spesa per la materia prima, questa è il 50% del totale. Abbiamo, poi, la spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Anche qui abbiamo quota fissa, potenza e variabile. Spese per oneri di sistema che servono per ricerca e sviluppo, produzione energia da fonti rinnovabili e promozione dell’efficienza energetica. Si conclude con IVA e imposte. Queste sono composte dall’imposta sul valore aggiunto e l’accisa che si applica in base al consumo.