Reddito di cittadinanza stravolto nel 2023: il nuovo piano

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Il reddito di cittadinanza sarà stravolto nel 2023. Poco alla volta escono le novità per quanto riguarda il futuro della sussistenza: ecco che cosa ha in serbo il nuovo piano del governo e che cosa cambia.

L’esecutivo a guida Giorgia Meloni è pronto a rivoluzionare l’assegno all’interno della Legge di Bilancio 2023. Questa deve essere inviata all’Unione Europea entro il 30 novembre e tra le novità più attese c’è quello che succederà sul RdC che è confermato anche nel nuovo anno. Ma quello che si aspettano ormai un po’ tutti è che questo sarà trasformato rispetto a quello che conosciamo oggi.

reddito di cittadinanza
fonte foto: AdobeStock

Tanto si è parlato del reddito di cittadinanza, soprattutto quando si è costituito il nuovo governo, dichiaratamente contrario a come è stato scritto all’incipit. Per il momento non è ancora capito come sarà modificato, visto che la ministro Calderone sta lavorando per capire quale sia la soluzione migliore per gli italiani. Quello che è certo è che ci saranno delle modifiche serie che partiranno dal 2023.

L’occhio di riguardo è per quella categorie di persone che, nonostante siano occupate, percepiscono il sussidio. Le novità che bisogna attendersi nella Legge di Bilancio 2023 si focalizzano sulle sanzioni e sugli obblighi dei percettori. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa è stato detto in merito.

Reddito di cittadinanza 2023: tutte le novità

Le voci di un cambiamento radicale nel reddito di cittadinanza c’erano già nell’aria, ma adesso iniziano a venire fuori dei dettagli. Tra le novità che ci saranno è quella che riguarda il rifiuto delle offerte del lavoro. Non si può più dire ‘no’ ad una proposta, altrimenti il diritto al reddito decade immediatamente. Una conferma che è arrivato direttamente dal ministro del Lavoro Claudio Durigon.

In poche parole, c’è l’obbligo di accettare la prima offerta di lavoro che si ovviamente congrua. Un cambiamento radicale rispetto a quello di oggi, visto che la persona può rifiutare la prima offerta con una decurtazione del sussidio di 5 euro al mese. La seconda volta che si rifiuta decade il bonus ma si può richiederlo dopo 18 mesi o 6 mesi in caso di famiglie con minori o disabili. È da sottolineare, come si legge sul portale Money, che il governo potrebbe introdurre altre novità a riguardo. Dove questo potrebbe riguardare solo una parte dei percettori attuali.

Un’altra proposta riguarda la decadenza dopo un po’ di tempo. Il ministro ha sottolineato che il reddito deve avere una scadenza e quindi non può essere erogato a vita. Ed è importante fissare quindi un termine. C’è anche la possibilità di vedere uno stop ai rinnovi. In questo modo, dopo un po’ di mesi l’importo inizierebbe a ridursi.

Tra le novità c’è anche un potere maggiore alle agenzie per il lavoro. Queste dovrebbero essere centrali per garantire al beneficiario a farlo entrare nel mondo del lavoro. Il governo intende coinvolgere maggiormente le agenzie per il lavoro. Così come intende dare un ruolo centrale ai comuni per la gestione del reddito. In quanto il governo è convinto che le amministrazioni possano avere un maggiore controllo sui percettori.