Fermo amministrativo dell’auto: cosa succede con i veicoli aziendali?

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Il fermo amministrativo dell’auto, al giorno d’oggi, con le difficoltà economiche degli italiani, è diventata sempre di più un’amara realtà con cui fare i conti. Scopriamo in che modo si differenzia dall’esproprio e cerchiamo di capire cosa può accadere con i veicoli aziendali.

Molto spesso vediamo questa parola, ovvero fermo amministrativo, ma è un concetto difficile da capire in tutti i suoi singoli aspetti. In questo articolo cercheremo di chiarire uno degli aspetti più problematici per gli automobilisti al giorno d’oggi: ovvero il “bad moment” in cui il Tribunale o il Fisco ci mettono nella condizione di non poter più utilizzare il nostro veicolo finché non avremo sanato la nostra situazione debitoria.

fermo amministrativo
Fonte Foto Canva

Il mondo automobilistico è caratterizzato da tutta una serie di sanzioni nel caso in cui l’automobilista non esegua correttamente determinate procedure. Capita spesso di vedere nella parola “fermo amministrativo” la massima sanzione che il veicolo può subire.

Non è affatto così, poiché come noto esiste anche l’esproprio dell’auto, che si verifica quando perdiamo in tutto e per tutto la proprietà del veicolo, che viene di fatto messo all’asta.

Il fatto che l’auto sia posta sotto fermo amministrativo è un problema importante in quanto è vero che non può essere rottamata o demolita. Ovviamente, però, cosa più importante, non è possibile circolare su strada finché il decreto è in vigore.

Fermo amministrativo dell’auto: tutte le normative in vigore

Tecnicamente si parla di fermo amministrativo ogni volta che un ente di riscossione, di concerto con un Tribunale, mette in pratica una sanzione di blocco dell’uso del veicolo quando l’automobilista non ha pagato un determinato debito.

Nessun soggetto privato può revocare il fermo amministrativo, ma solo la pubblica amministrazione non appena ha ottenuto il pagamento del credito residuo. Tecnicamente l’auto non può nemmeno essere parcheggiata su suolo pubblico e non si può nemmeno trasferirla all’estero.

Nel caso in cui la persona venga trovata alla guida dell’auto sottoposta a fermo amministrativo su una strada pubblica, si applica una sanzione da 2000 euro a 8000 euro. Inoltre, se hai un incidente con un’auto che è stata posta in detenzione amministrativa, dovrai risarcire l’intero danno e la proprietà verrà confiscata.

Il fermo amministrativo avviene attraverso una notifica dell’agente della riscossione al soggetto che non ha pagato la sanzione o il debito. Quest’ultimo avrà 60 giorni di tempo per saldare il debito o richiedere la rateizzazione dell’importo. Se il pagamento non viene effettuato, si procede con un avviso di fermo. Trascorsi 30 giorni dall’avviso di fermo, in caso di mancato pagamento, il fermo amministrativo diventa effettivo.

Cerchiamo di capire adesso cosa accade con i veicoli aziendali, quelli che naturalmente diventano fondamentali per mansioni lavorative come quelle di un agente di commercio, un avvocato, un imprenditore. In questo caso vale il cosiddetto “decreto del fare”, ossia il decreto legge n. 69/2013, ha stabilito il divieto di disporre il fermo sull’auto che serve per l’attività professionale o per l’attività d’impresa. Naturalmente occorre dimostrare che queste siano le condizioni effettive di utilizzo del veicolo.