Come far bollire l’acqua in fretta? Un materiale potrebbe aituare, lo studio

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I costi energetici sempre più alti sta portando tante famiglie ad agire in maniera diversa. Alcuni si chiedono come far bollire l’acqua in fretta. Uno studio potrebbe presentare una svolta.

I prezzi sempre più alti di gas e luce stanno presentando sempre più difficoltà alle famiglie. Il momento è molto delicato e sta spingendo le persone a risparmiare in qualsiasi caso. Ad esempio, far bollire l’acqua presenta dei costi non indifferenti. Tale problema non riguarda solo le famiglie ma anche le strutture che lavorano con l’ebollizione dei liquidi.

Bollire l'acqua
Fonte foto: Adobe Stock

I ricercatori sono sempre al lavoro per trovare soluzioni che permettono una evoluzione positiva. Un miglioramento non solo per le persone anche per l’ambiente. In questo caso è stato il MIT di Boston a chiedersi se fosse possibile uno strumento che permetta di far bollire l’acqua prima.

Il risparmio è una questione prioritaria in questo periodo. Cucinare risparmiando è possibile ma non sempre si può mettere in atto. Quanto rilevato dagli studiosi, però, potrebbe cambiare radicalmente il modo di cucinare. Un materiale permetterebbe una riduzione del tempo di ebollizione dell’acqua. Anche se tale scoperta presenta qualche piccolo problema.

Come far bollire l’acqua in breve tempo? Un materiale potrebbe cambiare tutto, l’analisi

I risultati di tale studio sono apparsi su Advanced Materials. I ricercatori sono riusciti a portare al massimo due parametri che sono importanti in questo processo. ci riferiamo al coefficiente di scambio termico e il flusso di calore critico. Questi due parametri, come riportato da Focus, in genere al migliorare dell’uno peggiora l’altro quando si progettano materiali. Questa volta, invece, è andata diversamente.

Lo studio, però, non è andato liscio. Sempre secondo quanto riportato da Focus, il coordinatore dello studio Youngsup Song ha sottolineato un problema. Questo riguarda le tante formazioni delle bolle in superficie. Se da una parte, questo è segno di un’ebollizione efficiente dall’altra troppe bolle porta a creare una pellicola. Cosa che porta a calare l’efficienza dell’ebollizione.

Quindi, la soluzione sarebbe quella di mantenere le bolle in maniera separata. Cosa che permetterebbe alla pellicola di non crearsi tra l’acqua e la superficie calda. Per realizzare tale scenario hanno lavorato creando una serie di microcavità, su una superficie, distanti 2 millimetri. Queste mantengono le bolle separate e riducono al minimo la fusione. Queste sono ricoperte da nanostrutture e permettono un’ebollizione efficiente e in un tempo minimo.

Tale scenario potrebbe rappresentare una seria svolta. Anche se i ricercatori tengono a precisare di come tale scenario si sia verificato solo in laboratorio. Ragion per cui non è applicabile a livello industriale. La strada per il futuro, però, è tracciata e parla di voler creare altri contesti e metodi del genere. Che, però, si legheranno a situazioni reali.