Riscaldamento, quando accenderlo? Cambia tutto: il nuovo decreto per tagliare i consumi

È stato firmato il nuovo decreto in merito al riscaldamento dove ci sono le linee guida su quando potremmo accederlo durante la stagione invernale. Andiamo a vedere le novità: tutto quello che c’è da sapere e che cosa cambia.

Il Ministero per la Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani, con deleghe in materia energetica, ha firmato un nuovo ed importante decreto. Questo definisce nuovi limiti temporanei al funzionamento degli impianti di riscaldamento e condizionamento alimentati a gas naturale. L’obiettivo è proprio quello di tagliare i costi ed il consumo del gas: ecco le fasce orare e climatiche da rispettare.

riscaldamento
fonte foto: AdobeStock

In questo scenario di crisi energetica, sono state introdotte nuove misure per quanto riguarda il riscaldamento nei prossimi mesi invernali. Sono state inserite all’interno del ‘Piano di Riduzione del Consumo di Gas’, articolato in due strategie. La prima riguarda la diversificazione della fonte, dove l’Algeria ha preso il posto della Russia come principale fornitore. La seconda strategia riguarda la riduzione della domanda interna.

Per questo il decreto ministeriale stabilisce che l’orario di funzionamento di questi riscaldatori sarà ridotto di un’ora al giorno. Mentre per tutto il periodo invernale sarà ridotto di 15 giorni. Posticipando di otto giorni la data di inizio e anticipando di sette la data di fine. L’obiettivo è quello di tagliare i consumi di gas. Una legge che riguarda un po’ tutti. Parliamo sia di impianti pubblici che privati.

Riscaldamento, quando si potrà accendere e per quanto tempo: tutte le novità

Mentre molti italiani pensano e studiano la mossa per risparmiare di più, magari dividendo luce e gas, il governo ha preso una seria decisione. Nel nuovo decreto ministeriale è stato deciso di modificare i parametri della normativa DPR n. 74 del 2013. Una legge suddivide il territorio italiano in sei zone climatiche: dalla A (la zona più calda) alla F (la zona più fredda).

  • Zona A: accesi dall’8 dicembre al 7 marzo per 5 ore al giorno;
  • Zona B: accesi dall’8 dicembre al 23 marzo per 7 ore al giorno;
  • Zona C: accesi dal 22 novembre al 23 marzo per 9 ore al giorno;
  • Zona D: accesi dal 8 novembre al 7 aprile per 11 ore al giorno;
  • Zona E: accesi dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore al giorno;
  • Zona F: non è prevista alcuna limitazione.

Quando parliamo di zona A ci riferiamo a quelle regioni e aree più ‘calde’. Parliamo di alcune città della Sicilia come Linosa, Lampedusa e Porto Empedocle. Nella zona B troviamo Reggio Calabria e Crotone, mente nella zona C ci sono anche le grandi città del Sud e della Sardegna, come Bari, Brindisi, Taranto, Napoli, Benevento, Cagliari e Sassari, ma ci sono anche Imperia e Latina.

Nella zona D troviamo Roma insieme ad altre grandi città come Firenze, Foggia, Firenze, Pescara, Ancona, Genova e Verona. Per quanto riguarda la zona E c’è Milano insieme a centri importanti come Torino, Venezia, Bologna, Trieste, Aosta, Bolzano, Trento, L’Aquila, Potenza e Enna. Nella zona F che è la più ‘fredda’ ci sono Belluno e Cuneo.

Termosifoni temperature: i gradi da rispettare

All’interno del decreto legge è stata introdotta anche la novità per quanto riguarda le temperature dei termosifoni per quanto riguarda le case private, edifici pubblici e negozi. Una misura introdotta dopo che si era parlato anche del piano del risparmio energetico per le scuole.

I limiti governativi sono stati suddivisi in due macroinsiemi, sia per gli edifici che hanno un riscaldamento centralizzato che autonomo. Limite di 17°C per le strutture per le attività artigianali e industriali, con una tolleranza di 2 gradi Limite di 19°C per tutte le strutture, sempre con una tolleranza di 2 gradi.

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