Rai, quanto guadagnano gli inviati dall’estero? Cifre sorprendenti

I giornalisti Rai non sono solo quelli che vediamo inviati in varie zone italiane oppure alla conduzione dei TG. Ci sono anche inviati che sono all’estero, nelle zone più importanti al mondo per documentare il tutto. Ma quanto guadagnano?

La vita da giornalista può condurre anche a dover vestire i panni dell’inviato dall’estero. Un ruolo che, visto le ultime vicende, è diventato sempre più importante e di assoluto valore. Di certo, i corrispondenti o gli inviati sono tenuti a vivere lì per documentare il tutto. Ragion per cui il compenso non è di certo basso.

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La Rai con il suo servizio di informazione permette di avere uno sguardo non solo all’Italia ma anche al mondo. I corrispondenti dell’emittente, ora, sono situazioni nelle zone di maggiore interesse come Parigi, New York, Londra e Pechino. Tale strategia permette così di avere il mirino sui luoghi di maggiore interesse.

Naturalmente, gli inviati all’estero sono trattati economicamente in maniera diversa data la mole di lavoro richiesta. Di certo, gli ultimi esponenti di questa categoria con Giovanna Botteri hanno raggiunto sempre più la curiosità del pubblico italiano. Gli stessi che si chiedono quale sia il loro compenso.

Quanto guadagnano gli inviati dall’estero in Rai?

Il ruolo del corrispondente è sempre più finito al centro dell’attenzione. Tra la pandemia e la guerra in Ucraina, gli inviati Rai sono andati sul campo per documentare il tutto. Una prima analisi in tal senso è stata fatta nel 2016 da Repubblica. Analisi fatta su Giovanna Botteri che era a New York e dopo ha raggiunto Pechino.

La nota giornalista, secondo quanto riferito dal quotidiano, ha guadagnato 200.000 dollari. Quindi, si parla di una cifra in euro di poco inferiore ai 200.000. Anche dopo il trasferimento a Pechino, la cifra è rimasta probabilmente intatta. Una somma che, però, è lontana da quella dei dirigenti in sede. Per loro, infatti, il tetto tocca i 300.000 euro.

Coì come la Botteri, è auspicabile che la cifra anche per gli altri inviati sia quella. Soprattutto, come detto, per chi deve essere presente sul territorio e documentare tutto ad ogni edizione del telegiornale. In genere, però, il tetto al guadagno stimato dall’azienda di viale Mazzini ammonta a circa 240.000 euro lordi ogni anno.

Insomma, Il lavoro degli inviati all’estero è sicuramente ricompensato in maniera degna dalla Rai. Un lavoro non semplice ma che viene svolto in maniera impeccabile dai vari giornalisti. Non è un caso che, ad esempio, la Botteri sia diventata un punto di riferimento. Non è mai facile aggiornare in situazioni al limite, soprattutto in un periodo storico che non permette errori. La Botteri, come altri, è riuscita a dare una grande credibilità a questo settore.

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