Matrimonio, vietato per alcune coppie: ecco cosa dice la legge

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Anche per quanto riguarda il matrimonio ci sono delle regole da seguire. Questo in alcune circostanze è assolutamente vietato. Con il rischio di incappare nel carcere. Vediamo cosa dice la legge in merito.

La legge può arrivare anche in ambiti, per molti, impensabili. Anche in tema di matrimonio, infatti, bisogna seguire alcune regole. In certi casi, questo, non può essere realizzato perché va contro la legge. Cosa che porterebbe a sanzioni fino ad arrivare al carcere.

Matrimonio
Adobe Stock

Sappiamo bene che il tema dell’amore è molto delicato. Questo sentimento è imprevedibile e può collegarsi a qualsiasi persona, anche la più impensabile. Nonostante un sentimento attivo, però, bisogna fare attenzione a quello che dice la legge. In sostanza, ci sono dei seri limiti che se superati possono portare a conseguenze gravi.

Dunque, la validità di un matrimonio passa da vari aspetti. In prima battuta i due sposi non devono esser stati sposati in passato. Oppure, in caso di matrimonio questo ha subito l’annullamento. Ancora, se il matrimonio è stato considerato nullo perché non si sono verificati dei requisiti. Infine, sempre in caso di matrimonio, la persona risulti vedovo con il decesso dell’ex coniuge. Oltre queste indicazioni, però, ci sono altri requisiti in cui si vieta il matrimonio.

Quando è vietato il matrimonio?

Come abbiamo visto in precedenza, per sposarsi serve il verificarsi di alcuni criteri. Ma la legge va oltre e vieta il realizzarsi di alcune situazioni. Un primo divieto scatta quando si è già sposati ma non divorziati. Oppure se una persona è incapace di intendere e di volere.

La legge continua vietando il matrimonio ha chi ha meno di 16 anni. Ma anche a chi ha costretto con la violenza o la minaccia ad accettare l’unione. Per le donne, il divieto si palesa se ha sciolto la precedente relazione da meno di 300 giorni. Infine, se una persona è condannata per tentato omicidio. In caso di condanna dell’ex, non ci può essere un nuovo matrimonio.

I divieti non sono finiti qui. La legge vieta anche l’unione tra parenti. In questo caso, lo stop si lega a fratelli e sorelle, figli adottivi, ascendenti o discendenti in linea retta come nonni, figli, nipoti e genitori. Ed è proprio qui che può venire fuori la sanzione penale dovuta all’incesto. Questo reato è punito con una condanna che va da 1 a 5 anni.

In questo contesto si può richiedere una deroga al Tribunale. Così che il giudice possa dare il via libera al matrimonio. In questo contesto rientrano zio, zia e nipote, suocero e nuora, suocera e genero, patrigno e figliastra, matrigna e figliastro. In questo specifico caso bisogna arrivare da un matrimonio nullo. Ancora, troviamo parenti affini in direzione collaterale di secondo grado. Stesso discorso per l’adottato e parenti. Inoltre, l’adottato può unirsi con il coniuge dell’adottante.