Agenzia delle Entrate, cartelle esattoriali inviate da pec non valida: cosa sta accadendo?

Sono tantissime le persone che hanno ricevuto una cartella esattoriale da un indirizzo pec non valido. Cosa sta succedendo all’Agenzia delle Entrate? Vediamo tutti i dettagli.

In queste ultime settimane si sono segnalate tantissime cartelle esattoriali da pec non valida. Una situazione che ha gettato tantissimi contribuenti nel dubbio. Soprattutto perché non è mai semplice capire bene come muoversi.

Agenzia delle Entrate
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Per quanto riguarda la legge in merito all’invio telematico, bisogna fare capo all’articolo 3-bis legge 53/1994. Chi invia, infatti, deve usare un indirizzo pec che appare negli elenchi pubblici. La Cassazione ha sentenziato che la pec del mittente sia necessariamente in questi elenchi. In caso non fosse così, allora, l’atto non avrebbe effetti giuridici e la notifica sarebbe nulla.

Tale ambito può mettere in seria difficoltà il contribuente. Quando la pec che leggiamo non risulta idonea possiamo cancellarla- Tale passaggio è consentito per evitare di cadere nel phishing. Per quanto riguarda questo discorso, attenti ad una mail dell’Agenzia delle Entrate. Ma cosa accade se la comunicazione ci arriva da una pec non registrato nei pubblici registri? Andiamo a vedere insieme come comportarci.

Agenzia delle entrate, cosa fare con una cartella con pec non valida?

Quando un contribuente riceve una cartella esattoriale con il sospetto di un indirizzo non regolare deve subito verificare la pec. La verifica è possibile tramite il sito dell’Ente da cui arriva la comunicazione. Una volta entrati nel portale possiamo verificare nei registri pubblici degli indirizzi pec, Reginde e Ini-pec.

Nel caso in cui fossimo in presenza di un indirizzo non ufficiale allora il contribuente può lasciarla cadere nel vuoto. Il mittente, quindi, può non rispondere a tale comunicazione e continuare tranquillamente le sue attività. Tale cosa, però, può portare a delle sanzioni da parte dell’Ente. Solo in quel momento il contribuente potrà fare ricorso sottolineando che lui non abbia mai ricevuto la cartella.

Per effettuare il ricorso bisogna affidarsi ad un giudice competente. Questo è possibile alla Commissione Tributaria Provinciale, giudice di pace o tribunale ordinario. Nel primo caso per cartelle che fanno riferimento alla mancanza di pagamento delle imposte. Al giudice di pace si fa riferimento per la cartella che riguarda multe stradali o amministrative. Mentre il tribunale ordinario riguarda l’ambito del lavoro, quindi cartella che riguarda INPS e INAIL.

Una volta inquadrato il nostro caso e la nostra cartella si può proseguire al ricorso. Questo va depositato alla cancelleria. Successivamente sarà il giudice a dover stabilire la data dell’udienza dove il contribuente dovrà presentare tutta la documentazione del caso. Il contribuente può presentare da solo il ricorso ma è sempre consigliabile affidarsi ad un commercialista oppure un avvocato. In questo ultimo caso quando si parla di interfacciarsi con la commissione tributaria.

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