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<p><strong>Potrebbero esserci notizie non troppo positive per quel che riguarda il Tfr dei dipendenti pubblici. Ma ecco tutti i dettagli.</strong></p>
<p>Nell&#8217;ultimo periodo si è sentito parlare tanto e costantemente di <strong>Tfr</strong>. Quest&#8217;ultimo non è altro che un acronimo che sta a indicare quello che è il <strong>trattamento di fine rapporto. </strong>Entrando maggiormente nel dettaglio, si va a indicare una prestazione economica che compete al lavoratore subordinato nel momento in cui cessa un rapporto di lavoro. Ovviamente questo può avvenire e arrivare per qualsiasi motivo: licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età della pensione. Ma ecco che le novità possono davvero essere molteplici e non tutte positive.</p>
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<figure id="attachment_184510" aria-describedby="caption-attachment-184510" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-184510" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2022/08/TFR-650x366.jpg" alt="TFR" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-184510" class="wp-caption-text">(Fonte Foto: Pexels)</figcaption></figure>
<p>Molto spesso, nel corso degli anni, ci si è chiesti<a href="https://www.chenews.it/2020/04/24/tfr-lavoratore-datore/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;"><strong> entro quanto tempo vada pagato</strong></span></a>. In realtà però, vista anche la problematica legata all&#8217;inflazione, che sta creando non pochi disguidi nell&#8217;ultimo periodo, c&#8217;è chi potrebbe trovarsi a dover fare i conti con un vero e proprio taglio. Ma a chi ci si sta riferendo? Giusto entrare nello specifico della questione, perché si trattando una tematica molto delicata.</p>
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<h2>Tfr dipendenti pubblici, novità non troppo positive?</h2>
<p class="acss9ebb7">Senza usare troppi giri di parole, si può dire che<a href="https://www.chenews.it/2022/08/18/prezzi-gas-inverno-allarme/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;"><strong> l’aumento dei prezzi e i tassi di interesse</strong></span></a>, diventati via via molto più alti, non sono certo un qualcosa di positivo per i lavoratori e il tutto finisce per riguardare anche, come è ovvio e normale che sia, il Trattamento di Fine Rapporto. Ma in che modo e in che misura? La problematica riguarderà i dipendenti pubblici, che avranno dunque una liquidazione un po&#8217; meno ricca. E tra l&#8217;altro, in questo caso, i tempi sono di per sé già lunghissimi. Infatti si parla di due anni che possono arrivare a cinque. Questo avviene nel caso in cui l’uscita anticipata dal mondo del lavoro avvenga tramite Quota 100 o Quota 102, le due grandi novità del sistema pensionistico.</p>
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<p>La mossa potrebbe essere la richiesta dell&#8217;anticipo, ma questo potrebbe non essere troppo conveniente, vista l&#8217;applicazione di un tasso d&#8217;interesse. Anche attendere però potrebbe non essere la scelta giusta. Il rischio dunque diventa quello di un <strong>danno economico ingiustificabile, </strong>visti i rincari e l&#8217;inflazione che ormai è sempre più realtà. La soluzione potrebbe essere un intervento per far venir meno questa disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici e quelli privati. Il vero problema però riguardano le casse dello Stato. Stimando 70 mila euro a pensionato e circa 150 mila dipendenti pubblici, ci si potrebbe trovare a spendere ben<strong> 10 miliardi di euro</strong>. Una cifra esorbitante e che di certo sembra andare ben oltre quello che in questo momento ci si può permettere.</p>
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