ISEE, attenzione a questi dati: la mancanza costa almeno 5.000 euro di multa

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L’indicatore ISEE è uno dei documenti più utili per ogni cittadino italiano. Ogni anno si assiste al suo aggiornamento. Anche in questo caso, però, bisogna stare attenti a tutti i dati. Il pericolo multa è dietro l’angolo.

L’attestazione ISEE, ormai, è conosciuta da tutti. Tale documento serve per poter presentare domanda per bonus e agevolazioni. Sappiamo molto bene che l’ISEE è richiesto molto spesso. Per questo motivo, tendiamo ad aggiornarlo periodicamente. Questa fase, però, può causare qualche problema.

ISEE, multa
Adobe Stock

Tramite l’ISEE si può risalire al reddito che risulta essere un dato fondamentale per tantissime situazioni. Come detto, quando si vuole accedere ad un bonus, incentivo o altro uno dei requisiti è proprio questo documento. Ragion per cui, ogni italiano ha almeno una copia con se.

Sono tanti i momenti in cui questo documento è richiesto. Ad esempio, per il bonus affitto l’ISEE deve accompagnare un certo tipo di documentazione. Proprio dato il grande numero di bonus presenti e futuri, l’aggiornamento dell’ISEE è d’obbligo. Questa fase però può portare ad una multa se si omettono certi dati.

ISEE, occhio all’aggiornamento: una mancanza può costarvi caro

Ogni documento deve presentare tutti i dati che spiegano bene la situazione del diretto interessato. Qualsiasi punto discordante o omissione può costare davvero caro. In questo preciso caso, si può incappare anche in una multa, impartita dall’Agenzia delle Entrate, che va oltre i 5.000 euro.

Non è finita qui perché in caso di somma incassata indebitamente e che superi 3.999,46 euro, si rischia una reclusione da 6 mesi a tre anni. L’articolo 316 ter del c.p mette in luce una sanzione amministrativa quando la cifra è inferiore. Questa va da un minimo di 5.164 fino ad arrivare a 25.822 euro.

Come aggiornare l’indicatore?

Per ricevere il proprio indicatore ISEE bisogna compilare la DSU. Tale documento mette in evidenza i nostri dati anagrafici, patrimoniali e di reddito. Parte di queste informazioni sono autodichiarate dal diretto interessato. Mentre altre informazioni vengono fornite dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS.

Quando si compila la Dichiarazione Sostitutiva Unica, bisogna fare attenzione a tutte le informazioni che si andranno ad inserire. Questa può essere fatta tramite il portale dell’Istituto o dal CAF. Può essere presentata in qualsiasi momento ma la validità del documento sarà sempre fino al 31 dicembre.

Se qualcosa cambia in ambito familiare, si può effettuare l’aggiornamento. Questo passaggio può svolgersi tramite una nuova domanda che va a sovrapporsi alla versione corrente. Se, invece, il reddito dovesse subire un aumento allora bisognerà presentare un nuovo ISEE. Questa volta, però, bisognerà farlo entro due mesi dal cambiamento avuto. Insomma, attenzione ai dati che impiegherete. Le conseguenze possono essere davvero molto gravi.