Giorni di malattia al lavoro, chi li paga? Ecco che cosa succede

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È successo a tutti i dipendenti di chiedere dei giorni di malattia al lavoro. Un fatto comune a tutti. Ma come funziona? Ecco chi paga i primi tre giorni di assenza e quanto spetta al lavoratore.

Prendersi una giornata di malattia consente ai dipendenti di affrontare i problemi di salute lontano dal lavoro. Una persona decide di prendersi il giorno quando la propria salute fisica non è al massimo e quindi inibisce la capacità di lavorare in modo efficace. Ma in tanti vogliono sapere come si comporta l’Inps e chi paga quei giorni di assenza dal proprio ruolo professionale. Andiamo a vedere che cosa c’è da sapere.

giorni malattia
fonte foto: AdbeStock

Il congedo per malattia differisce da altri tipi di congedo, inclusi i periodi di ferie, il lutto e il congedo parentale. I dipendenti possono scegliere di prendersi dei giorni di malattia dal lavoro quando non si sentono in condizione di svolgere le prestazioni. La maggior parte delle aziende consente solo determinati numeri di giorni per i dipendenti all’anno. Alcuni paesi, invece, richiedono legalmente alle aziende di offrire sussidi per questi congedi per malattia.

In Italia non tutti i dipendenti sanno che i primi tre giorni non sono pagati dall’Istituto nazionale della previdenza sociale. L’Inps, infatti, paga dal quarto giorni di assenza in poi. E quindi chi li paga i tre giorni di concedo per malattia? Per questo è bene sapere chi in caso di assenza dal lavoro di fa carico della retribuzione. Andiamo a vedere quello che c’è da sapere.

Giorni di malattia al lavoro: ecco chi paga i primi tre

Mentre molte persone si chiedono come ottenere un aumento dello stipendio, c’è anche chi si domanda chi è che paga. Secondo quanto riferisce una normativa l’Inps inizia a pagare dal 4° giorno e per massimo 180 giorni nell’arco di un anno. La paga al 50% del compenso medio globale dei primi 20 giorni si assenza e dal 21° giorni al 66,66%.

Per quanto riguarda i primi tre giorni di malattia questi devono essere pagati dal datore di lavoro. È proprio lui che deve farsi carico della retribuzione durante questo periodo, ma solo quando e se è previsto nel contratto. È proprio all’interno del contratto collettivo di riferimento che viene specificata la misura in cui il dipendente riceve il compenso.

In caso di ricaduta della malattia del lavoratore, l’indennizzo va a carico dell’Inps. Se il dipendente ha preso dei giorni e dopo il rientro chiede altri tre questi rientrano delle competenze dell’Inps, ma solo se la ricaduta si verifica entro e non oltre i 30 giorni. È bene sottolineare che esistono metodi appropriati per gestire il tempo di malattia come dipendente a seconda delle proprie esigenze.