WhatsApp, è legale controllare i figli? Ecco cosa dice la legge

Potrebbe capitare, da genitore, di vedere le attività del proprio figlio su WhatsApp. Ma tale atteggiamento è legale? Andiamo a vedere cosa dice la legge in merito.

Gli utenti che usano WhatsApp sono davvero tanti. L’applicazione di messaggistica mette in campo sempre un’esperienza nuova che ha attirato, nel tempo, sempre più persone. Questa applicazione è usata da moltissime fasce d’età cosa che potrebbe portare i genitore a controllare le attività dei figli. Ma tale cosa è legale?

WhatsApp
Adobe Stock

Lo smartphone è un dispositivo in cui ci sono contenuti privati e personali. Come ben sappiamo, viene utilizzato anche da ragazzi giovanissimi che navigano in rete e restano in contatto con altre persone. Come detto, però, il ruolo di genitore impone di controllare le attività del proprio figlio. Sia che queste siano reali sia che queste si verifichino nel mondo digitale.

Molto spesso, però, abbiamo sentito in tal merito parlare di consenso. Lo smartphone altrui, infatti, è un dispositivo privato a cui non tutti possono accedere liberamente. Ma in caso di figlio minorenne, il genitore può controllare e visualizzare il cellulare senza consenso? Andiamo a vedere cosa dice la legge in merito. Anche perché, in questo caso, si tocca l’argomento della privacy.

Si può controllare il WhatsApp dei figli?

Con il crescente uso del web e del mondo digitale, si è fatto un grande lavoro per tutelare gli utenti in merito alla propria privacy. A maggior ragione se il discorso si riferisce a individui minorenni. Una sentenza, poi confermata nel 2020, dal tribunale di Parma ha imposto l’obbligo al controllo del dispositivo da parte del genitore di un figlio minorenne. Se usato da minori, quindi, WhatsApp, o qualsiasi altra app di messaggistica, può essere controllata da un genitore.

L’Italia non è l’unico paese che limita l’uso della rete da parte dei minori. Inoltre, il Paese consiglia ai genitori di tenere sotto controllo le attività digitali dei propri figli. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Europa che ha stabilito un piano per l’uso consapevole di Internet. Un regolamento a cui anche WhatsApp ha aderito imponendo un limite di età minima per il suo utilizzo. Infatti, per chi non risiede in Europa il limite è fissato a 13 anni. Mentre per chi vive nel continente europeo il limite è 16 anni.

Nel caso in cui si dichiari un’età falsa, questo andrebbe contro il regolamento dell’applicazione. Cosa che può portare a segnalare la presenza di un individuo sotto i 16 anni. La segnalazione può arrivare tramite mail. Il contenuto deve prevedere tutta le informazioni che riguardano il fatto che il ragazzo sia un minore. Una volta accertato il tutto, WhatsApp disattiverà l’account che potrà essere di nuovo attivo una volta raggiunta l’età giusta.

Insomma, la legge sulla privacy è molto chiara. Proprio in riferimento a tale tema, ci sono degli appunti da fare. Tramite WhatsApp commettono 3 errori che mettono in pericolo la privacy. Anche in questo caso, sono situazioni a cui prestare particolarmente attenzione.

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