Addio bibite gassate? Anche l’acqua frizzante è a rischio

Tra i tanti problemi che sono arrivati in questo periodo. Ad aggiungersi a tale scenario la scarsità di anidride carbonica. Tale situazione potrebbe far dire addio alle bevande gassate. Ecco i dettagli.

Gli ultimi anni, per l’umanità, non sono stati affatto semplici. Sono arrivati tantissimi problemi che hanno toccato diversi e vari settori. Questa volta, l’ambito toccato da un problema sempre più forte è quello delle bevande gassate. Un prodotto utilizzato da milioni di persone che, però, potrebbe presto sparire. È davvero così? Vediamo insieme la situazione.

Bevande gassate
Adobe Stock

Tra i prodotti più consumati in generale ci sono sicuramente le bevande gassate. Questo possono accompagnare un pasto oppure possono permettere di recuperare energia. Insomma, il loro uso si adagia a tantissimi momenti. Secondo quanto svelato, però, si è segnalata una carenza di Co2, anidride carbonica. Questo, come ben sappiamo, è essenziale per realizzare il prodotto.

Il primo a lanciare l’allarme è stato il vertice di acqua Sant’Anna, Alberto Bertone. Il presidente e amministratore delegato, come riportato da liberoquotidiano, ha sottolineato come questo elemento sia introvabile. La carenza, dice Bertone, non tocca solo loro ma anche tutti gli altri protagonisti del settore. Questo ha portato l’azienda a dire stop alla produzione di acqua frizzante. Tale problema, però, tocca anche altri produttori.

Bevande gassate, problema anidride carbonica? Non per tutti

Nonostante il momento non sia dei più felici, questo non tocca tocca tutte le aziende. Questo perché, molto, dipende dal contratto stipulato di approvvigionamento dell’anidride carbonica. Questi, spesso, sono di durata pluriennale. Quindi, alcune risultano essere tutelate dai rialzi. Alcune hanno svelato di aver interrotto tutto mentre altre hanno delle scorte per continuare la produzione. Questo è lo scenario rappresentato, sempre a Libero, da Giangiacomo Pierini, presidente dell’associazione di Confindustria (Assobibe).

La mancanza di questa sostanza non dipende solo dai problemi e costi logistici. Ma anche i prezzi altissimi dell’energia. Costi che, come possiamo immaginare, hanno toccato i produttori. L’estrazione di anidride carbonica, infatti, ha dei costi energetici altissimi. Sia che questo avvengo dal sottosuolo sia che venga realizzato nelle industrie.

Dall’altra parte, i produttori hanno agito in due modi. Da una parte che hanno dato lo stop o il rallentamento alla produzione. Dall’altro chi ha aumentato i prezzi verso le imprese. Prezzi che non tutti possono soddisfare. Inoltre, Pierini ha svelato che molte imprese hanno deciso di non vendere tale sostanza. Questo perché, l’anidride carbonica può essere utilizzato in vari modi. Settori che, sottolinea Pierini, pagano di più.

Quanto segnalato, però, è solo l’ultimo dei problemi che riguardano questo settore. Un settore che ancora fa fatica a riprendersi dai problemi innescati dalla pandemia. Gli ultimi aumenti, poi, hanno dato un’altra negativa spallata. Oltre all’aumento dei costi, svela sempre Giangiacomo Pierini a Libero, la sugar tax coinvolgerà la totalità dei prodotti. Aspetti che portano la sopravvivenza seriamente a rischio. Non potrebbe bastare neanche la plastic tax che entrerà in vigore da gennaio. Sottolinea Pierini, questa è una misura che da respiro ma i problemi non si risolvono nel giro di qualche settimana.

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