Acqua del rubinetto, è rischiosa berla? Lo studio fuga i dubbi

Il consumo di acqua in bottiglia è sempre più ampio. Questo perché molti diffidano dalla sicurezza dell’acqua del rubinetto. Uno studio, però, fuga ogni dubbio. Vediamo insieme se è rischioso o meno berla.

Attorno all’acqua del rubinetto si accendono tantissime discussione. I due partiti sono molto divisi su questo tema. Ci sono chi la beve tranquillamente e la preferisce all’acqua in bottiglia. E chi non si fida in alcun modo e preferisce acquistare l’acqua nella confezione di plastica. Ad aiutare questo dibattito ci ha pensato uno studio sulla sicurezza dell’acqua in rubinetto.

Acqua del rubinetto
Adobe Stock

Nonostante il consumo di acqua sia a netto vantaggio di quelle in bottiglia, l’acqua del rubinetto è utile per tantissime situazioni. Ogni giorno, ad esempio, utilizziamo quell’acqua per cuocere la pasta oppure per innaffiare le piante. Insomma, attività per cui si richiede certamente un elemento sicuro e pulito.

Nelle ultime settimane si è molto parlato della situazione dell’acqua. Alcuni hanno portato a dire che a breve sparirà l’acqua frizzante dagli scaffali. Segno di come ogni piccolo ambito deve essere tenuto in considerazione. In questo caso, per scoprire se si può bere l’acqua del rubinetto facciamo riferimento ai dati riportati dal sito fattoalimentare.it che riprende lo studio fatto dall’Issalute.it.

L’acqua del rubinetto è sicura? Lo studio dice sì

L’Italia, secondo quando riportato dai dati, ha una percentuale di acqua potabile che si avvicina all’85%. Questa percentuale riguarda le acquee sotterranee che risultano essere più protette rispetto a quelle che stanno in superficie. Prima di arrivare al rubinetto, inoltre, l’acqua è sottoposta a dei controlli. Questi vengono svolti dall’Autorità di controllo ambientale, da quelle Sanitarie e dai gestori idrici.

Si parla di oltre il 99% di campioni in linea alle leggi dei controlli che si eseguono in maniera ordinaria. Questo numero non è affatto banale ma sottoscrive un dato più alto in relazione alla media europea. Inoltre, di solito, gli aspetti che non vanno bene non comprendono criteri che possono danneggiare la salute.

Per quanto riguarda i problemi, questi si sono verificati in aree dove l’acqua proviene da un lago, da una falda sotterranea oppure da un pozzo. In sintesi da altri corpi idrici che vengono a loro volta contaminati dagli elementi che vivono in natura. Questi episodi, però, sono destinati ad azzerarsi nel corso del tempo. Questo sarà possibile con tutta una serie di processi di prevenzione e sorveglianza. Tale sistema è stato potenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tramite il piano di sicurezza dell’acqua.

Gli ultimi dati sull’utilizzo di questa acqua

Secondo i dati forniti dall’Istat sono tante le famiglie che ancora non vedono di buon occhio l’acqua del rubinetto. I numeri, però, sono in miglioramento. si è passato dal 40,1% del 2002 al 29% del 2018. Ma le differenze sono anche territoriali. Si va dal 17,8% del nord-est fino ad arrivare al 52% delle Isole. Alla base di questa diffidenza ci sono alcuni aspetti impossibile da sottovalutare. Si parte dai problemi della fornitura fino ad arrivare all’aspetto non convincente dell’acqua. Per poi chiudere con le cattive conseguenze della gestione e manutenzione del sistema.

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