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<p><strong>Son oltre 500 mila le offerte di lavoro segnalate in questo luglio 2022. Molte le quali sono ancora disponibili. Ecco tutti i dettagli.</strong></p>
<p>Le <strong>offerte di lavoro</strong> sono sempre più ricercate. Il tasso di disoccupazione è molto elevato e ogni offerta può rappresentare una grande opportunità. In questo caso, però, c&#8217;è anche una seria difficoltà da parte delle aziende a reclutare personale. Infatti, nelle offerte di luglio 2022 sono ben 204 mila ricerche in cui i posti restano vacanti.</p>
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<figure id="attachment_182029" aria-describedby="caption-attachment-182029" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-182029 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2022/07/Lavoro.jpg" alt="Lavoro" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-182029" class="wp-caption-text">Adobe Stock</figcaption></figure>
<p>Nonostante le tante offerte, emerge un dato alquanto allarmante. Come segnalato dal <em>Bollettino del Sistema informativo Excelsior</em>, strutturato da <strong>Anpal</strong> e <strong>Unioncamere</strong> ci sarebbero tanti posti vacanti. Le ricerche di personale, infatti, hanno una cerca difficoltà a reclutare del personale. Soprattutto perché manca un&#8217;adeguata professionalità.</p>
<p>Ci sono, quindi, dei seri problemi da parte delle aziende a reperire il personale. Come detto, le offerte di lavoro sono arrivate a 505 mila ma tanti sono i posti ancora a disposizione. Andiamo a vedere insieme i dettagli di una situazione che desta deciso stupore.</p>
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<h2>Offerte di lavoro, tante postazioni vacanti: mancano delle figure</h2>
<p>Da quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior è un dato decisamente negativo. Dal comunicato, infatti, si vede che rispetto a <strong>giugno 2022</strong> c&#8217;è stato un calo del 9,7% mentre rispetto a luglio scorso, il calo è del 5,4%. Considerano, però, l&#8217;intero semestre la differenza è minima e segna solo un meno 0,1%.</p>
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<p>In percentuale, la difficoltà da parte delle aziende ammonta al <strong>40,3%</strong> delle assunzioni previste. Rispetto a luglio 2021 ci sono circa 10 punti in più. Dal Bollettino, inoltre, si legge che i settori interessati a nuovi lavoratori sono l&#8217;<strong>industria</strong> per circa 130 mila entrate e i <strong>servizi</strong> con 375 mila entrate. Entrambi gli ambiti, però, rispetto ai periodi di riferimento citati in precedenza hanno subito un calo. Mentre, l&#8217;industria nel trimestre da luglio a settembre ha visto un +12,5 mila rispetto all&#8217;anno precedente. I servizi, invece, nello stesso periodo hanno segnalato un -14 mila.</p>
<p>Per quanto riguarda i contratti, dal Bollettino si evince: il 58% delle entrate a tempo determinato; un 16% a tempo indeterminato; 10% contratti in somministrazione; 5% apprendistato e l&#8217;11% entrare legate ad altri tipi di contratti. Nonostante le tante proposte, resta il problema dei posti che non vengono occupati.</p>
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<h2>Lavoro, la metà dei posti resta vuoto: ecco dove</h2>
<p>Le maggiori criticità sono vari settori. Partiamo con quello della <strong>metallurgia</strong> e dei prodotti in metallo. Qui si ha difficoltà di reperimento nel 56% dei profili ricercati. Si passa, poi, alle <strong>industrie del legno e arredo</strong>, qui la percentuale arriva al 55%. 54% riguarda la difficoltà dei <strong>servizi ICT</strong>. Identica percentuale per le<strong> imprese di costruzione</strong>.</p>
<p>Tra i profili più difficili troviamo i <strong>tecnici</strong> della gestione dei processi produttivi di beni e servizi. Si aggiungono quelli in campo ingegneristico, della salute, informatici e delle telecomunicazioni. Il quadro si chiude con gli specialisti in scienze informatiche, scientifiche e matematiche.</p>
<p>Mentre tra gli <strong>operai</strong>, le difficoltà riguardano fonditori e saldatori, esperti di macchine per lavorazione metalliche e prodotti minerali, operai che rifiniscono costruzioni e quelli che si occupano di installazioni e manutenzioni di attrezzature elettroniche ed elettriche. La maggior difficoltà a reperire questo personale è legata alla parte<strong> Nord Est</strong> dell&#8217;Italia con un 47,2%. Segue la parte Nord Ovest con un 41,5%. Il centro con un 39% e chiudono il Sud e le Isole con un 34,7%.
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