Api mellifere, arriva un aiuto per gli apicoltori: un batterio può salvarle dalla malnutrizione

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Sono tanti gli scenario che possono portare ad un danneggiamento delle api mellifere. Ora, uno studio potrebbe dare una grande mano. Ecco perché.

La natura è composta da tante situazioni a cui stare attenti. In questo caso, alcuni fattori possono rappresentare una seria minaccia per l’economia delle api. Questi insetti, nonostante possano spaventare, sono preziosi. Questo perché grazie alla loro azione di impollinazione proteggono la biodiversità. Alcuni scenari che possono danneggiare le api sono l’aumento delle temperature, agricoltura intensiva e molti altri.

Api
Adobe Stock

Come possiamo vedere, tali insetti possono rischiare di rimanere senza cibo. Così da mettere a dura prova il loro proseguimento. Loro avrebbero sempre bisogno di polline di varie piante e fiori. Questo, però, non è possibile dato che ci sono monocolture che hanno cambiato il corso delle aree verdi.

Tutti questi aspetti portano a delle gravi difficoltà di vita per le api. Uno studio condotto dall’Università dell’Indiana, in America, potrebbe cambiare tutto. Gli studiosi hanno scoperto un determinato batterio che potrebbe aiutare le api. Questo se dato alle api mellifere può permettere di abbassare lo stress nutrizionale in quelle api che sono in crescita. Andiamo a scoprire meglio i dettagli di questo studio.

Api mellifere. un batterio potrebbe fare la differenza: ecco di cosa si tratta

Le larve riescono ad avere nuova linfa tramite il nutrimento portato dai più grandi. Questo avviene con pappa reale con nettare e polline di fiori. L’ape regina mangerà per sempre la pappa reale mentre le altre saranno legate al polline. Proprio la pappa reale ha una decisa proprietà antimicrobiche. Questo perché al suo interno contiene acidità e peptidi.

Gran parte dei batteri esposti a tale prodotto, però, muoiono. Cosa che non si verifica con il batterio scoperto dai ricercatori dell’Università americana. Questo batterio si chiama, nel suo gergo scientifico, Bombella apis. Tale batterio sarebbe capace non solo di sopravvivere ma anche di moltiplicarsi nella pappa reale. La sua presenza fa si che la pappa reale risulti pure più nutriente per le larve. Questo grazie all’azione degli aminoacidi che da sostegno alle api nella loro fase evolutiva.

Sempre gli studiosi hanno sottolineato che il batterio ha la capacità di sopravvivere per oltre un giorno all’interno dell’acqua zuccherata. Questo può dare agli apicoltori ancora più facilità. Loro, infatti, potrebbero facilmente somministrare nella dieta delle api il batterio in forma liquida.

Lo studio, inoltre, consiglia che tale batterio potrebbe essere decisivo nell’economia dell’alimentazione degli insetti. E, di riflesso, potrebbe rappresentare un grande aiuto per gli apicoltori nella lotta ad un cattivo nutrimento che indice sulla salute delle api. Cosa che si sta verificando sempre di più.