Stipendi, per l’Italia è crisi nera: i numeri degli ultimi 30 anni parlano chiaro

Lavoro e stipendi sono sempre argomenti più caldi. I numeri, però, parlano chiaro e dicono di una situazione davvero molto grave. I dettagli.

Con il passare del tempo, l’argomento stipendi è sempre più caldo. Questo perché, collegato ad una sfiducia alla politica, questi risultano essere un vero problema. Questo perché gli stipendi risultano essere davvero molto bassi. Una svolta in negativo avuta negli ultimi 30 anni che deve dare piena consapevolezza del fatto che ci sia un problema da risolvere.

Stipendi, lavoro
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Da molti anni, ormai, l’Italia si trova a confrontarsi duramente sul mondo del lavoro. Tra personale non in regola e paghe non all’altezza, anche il tasso di disoccupazione è cresciuto davvero tanto. Cosa che si ripercuote, ad esempio, anche sul calo della natalità. Insomma, avere degli stipendi non all’altezza incide, e non poco, anche su altri aspetti.

Da come possiamo capire, la situazione stipendi non è affatto semplice. Ad aggravare la situazione sono dei dati che riguardano gli ultimi 30 anni. I dati OCSE ci forniscono un quadro a dir poco negativo. Questi numeri, inoltre, fanno riferimento anche agli altri paesi europei. Andiamo a vedere, insieme, nei dettagli la situazione stipendi italiana.

Stipendi, la situazione è critica: l’Italia ha gli stipendi più bassi in Europa

I dati OCSE hanno rivelato che, nel 2020, l’Italia avesse gli stipendi più bassi tra l’economie occidentali. Il nostro Paese risultava essere sopra solo al Portogallo. Con valuta americana, è risultato essere appena 37.769 dollari lordi all’anno. Il 23% in meno rispetto alla media OCSE che è stimata a 49.165 dollari. Secondo i dati a primeggiare è la Germania, seguita dal Regno Unito poi Francia e Spagna.

La situazione si aggrava se si conosce l’andamento degli ultimi 30 anni. A tal proposito, nel 1990, l’Italia primeggiava in questa speciale classifica. Il totale infatti superava del 5% la media OCSE. Solo la Germania con un +9% era superiore mentre dietro c’erano Francia, Regno Unito e Spagna. Cosa completamente ribaltata nel 2020 con l’Italia che si presenta con un -23%.

Solo in Italia c’è stato un abbassamento degli stipendi. La diminuzione, infatti, segna un –3%. Mentre in altri paesi c’è stata una importante crescita. In Germania del 34%, in Francia del 31%, Regno Unito del 44% e in Spagna del 6%. Tali numeri, come possiamo immaginare, si legano anche ad un tasso di occupazione in calo.

Tra bassi stipendi e scarsa occupazione si capisce di come i lavoratori non abbiano potere per negoziare. Questo perché non c’è molto lavoro disponibile. Negli anni Novanta, l’occupazione era di poco oltre il 51%. Quindi ci si chiede come mai, all’epoca, gli stipendi erano ragionevoli. Semplicemente perché tutti erano legati alla spesa pubblica. Tale fattore permetteva posti di lavori nell’industria di Stato e nella Pubblica Amministrazione. La produttività, quindi, era già scarsa e con il tempo tutto è andato a peggiorare, portando in auge dei numeri davvero critici.

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