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<p><strong>Antonio Maglio ha inciso nella storia delle persone con delle disabilità. Il suo nome è diventato ormai leggenda. Ma chi è il dottore che ha ispirato A muso duro?</strong></p>
<p>Tra le individualità che hanno dato molto alla medicina c&#8217;è sicuramente quella di <strong>Antonio Maglio</strong>. Il medico, che ha ispirato la serie A muso duro, ha saputo legare due mondi apparentemente lontani. Quello dello sport con quello della disabilità. Per quest&#8217;ultimo, infatti, ha completamente ridefinito il concetto, utilizzando lo sport come terapia.</p>
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<figure id="attachment_177391" aria-describedby="caption-attachment-177391" style="width: 1270px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-177391 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2022/05/Antonio-Maglio-1.jpg" alt="Antonio Maglio" width="1280" height="720" /><figcaption id="caption-attachment-177391" class="wp-caption-text">YouTube</figcaption></figure>
<p>Ci sono situazioni che portano dei cambiamenti che poi tracciano un segno nella storia. Momenti che non solo incidono personalmente ma anche sulle altre persone. Ed è proprio questo che è successo con l&#8217;intuizione del medico Antonio Maglio. Da quel momento, per molte persone qualcosa è cambiato. Un cambiamento che, come vedremo, è a dir poco storico.</p>
<p>La figura di Antonio Maglio è oggi ricordata tramite la serie che va in onda su Rai 1 dal titolo <strong>A muso duro.</strong> Nei panni del leggendario medico, <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.chenews.it/2022/05/02/flavio-insinna-ricordo-confessione/" target="_blank" rel="noopener">Flavio Insinna che in un&#8217;intervista ha svelato un legame tra il dottore e suo padre</a></span>. Segno di una parte che l&#8217;attore sente molto. Andiamo, ora, a scoprire di più su Antonio Maglio.</p>
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<h2>Chi è Antonio Maglio? Lo sport come terapia, l&#8217;idea che ha stupito il mondo</h2>
<ul>
<li><strong>Nome</strong>: Antonio</li>
<li><strong>Cognome</strong>: Maglio</li>
<li><strong>Data di nascita</strong>: 8 luglio 1912</li>
<li><strong>Data di morte</strong>: 7 gennaio 1988</li>
<li><strong>Segno zodiacale</strong>: cancro</li>
<li><strong>Luogo di nascita</strong>: Il Cairo</li>
<li><strong>Professione</strong>: medico e attivista</li>
<li><strong>Luogo di morte</strong>: Roma</li>
</ul>
<p>Antonio Maglio è stato un pioniere delle <strong>terapie di riabilitazione dei disabili</strong>. Fin dal momento della laurea, il medico si dedico proprio a questo ambito. Il lavoro poi condotto da Maglio parte da lontano e ci porta al visionario neurologo tedesco <strong>Ludwig Guttman</strong>. Quest&#8217;ultimo, alla fine della seconda guerra mondiale, scappa dalla Polonia e arriva in Inghilterra.</p>
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<p>Nel paese anglosassone diventa direttore di un centro Nazionale che si occupa della ricerca sulle<strong> lesioni del midollo spinale</strong>. Nella sua clinica arrivarono tanti soldati rimasti invalidi e destinati a non rialzarsi più. Ed è in quel momento che il neurologo trova la strada del conforto nello <strong>sport</strong>. Una soluzione che facesse bene sia al fisico che alla mente.</p>
<p>Il neurologo polacco, così, da vita agli <strong>Stoke Mandeville Games</strong>. Questi giochi diventano sempre più importanti per le persone con delle disabilità. Tale prospettiva, infatti, è riuscito ad avere un raggio a dir poco internazionale. Da lì, il concetto di sport come terapia si fa sempre più forte.</p>
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<p>Quanto realizzato da Ludwig Guttman ha fatto ben presto il giro del mondo. Fino ad arrivare a Roma dove è stato Antonio Maglio, <strong>neurologo</strong> e <strong>dirigente INAIL</strong>, a dare nuova vita a quella fiamma. Lo stesso dottore, invitato al centro in cui sono presenti i medullolesi, si chiede se si potessero replicare. Così, il primo gennaio 1957 nasce a Ostia il <strong>Centro Paraplegici</strong> &#8220;<strong>Villa Marina</strong>&#8220;. Dal nuoto al giavellotto fino ad arrivare alla scherma, tutto poteva essere una grande opportunità per quei ragazzi.</p>
<h2>Le Paralimpiadi: un lavoro di Guttman e Maglio</h2>
<p>Dopo aver avuto tale folgorazione, Antonio Maglio si mette in contatto con Ludwig Guttman. Un confronto per esprimere le sue idee a riguardo e che si verifica in occasione delle <strong>Olimpiadi di Roma</strong>. In qualche modo, si voleva far toccare la parte dei normodotati e quella dei disabili. Dal 18 al 25 settembre 1960, a <strong>Roma</strong>, si svolgono le prime Paralimpiadi della storia. Anche se, a quel tempo, avevano un nome diverso.</p>
<p>In quella occasione ci fu una sfida che coinvolse <strong>400 atleti</strong> provenienti da ben 21 paesi. L&#8217;Italia partecipò con una squadra formata da pazienti della &#8220;Villa Marina&#8221; di Ostia. Il team italiano riuscì a conquistare <strong>80 medaglie</strong>. Il primo evento creato da Antonio Maglio fu straordinario. Cosa che ha innescato un sogno in moltissime persone. Un sogno che ancora oggi, grazie a Maglio, è ancora vivo.
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