F1, il team Haas messo sotto torchio: rischia anche la Ferrari?

Il circus della F1 è anche attenzione spasmodica alle somiglianze anomale tra monoposto. Ecco come stanno le cose tra la wing car della Haas e la Ferrari F1-75.

Le battaglie tra scuderie, a volte, avvengono lontano dall’asfalto della pista. La F1 è politica, oltre che spettacolo negli autodromi. I vertici dei team provano ad infastidire la concorrenza con illazioni non sempre positive per lo sport stesso. Se in passato le questioni hanno trattato argomenti evidenti, oggi accuse e richieste alla FIA sulle questioni tecniche e regolamentari, hanno poco senso.

F1 Haas Ferrari (Ansa Foto)
F1 Haas Ferrari (Ansa Foto)

La Haas VF22 e la Ferrari F1-75 non sono monoposto somiglianti, come accadde nel 2020 in modo eclatante alla RP20. La “Mercedes rosa” scatenò tantissime polemiche. Alla Racing Point, oggi Aston Martin, vennero sottratti 15 punti dalla graduatoria costruttori e venne comminata una multa di 200.000 euro per monoposto per l’illegalità dei condotti del sistema frenante. In quel caso le similitudini erano molteplici, ma la punizione fu esemplare, determinando la perdita della terza posizione in classifica finale per la RP.

Per ora la stagione ha visto la Ferrari grande protagonista. La Rossa comanda entrambe le classifiche. La F1-75 è una vettura innovativa, ricca di soluzioni tecniche strepitose. La wing car di Maranello ha già vinto due corse ed è il segnale della svolta per il team italiano. Il motore Superfast sta facendo la differenza, grazie allo straordinario lavoro dei tecnici.

Gli ingegneri della Haas, capitanati da Simone Resta, hanno scommesso tutto sul cambio di regolamento e i risultati gli hanno dato ragione. La VF22 è una vettura ottima, capace di andare a punti in tre diverse gare sulle quattro disputate sin qui. Lo step avanti è stato notevole e la squadra americana è passata da essere fanalino di coda nella passata stagione a ottava forza nel 2022. La nota stonata è Mick Schumacher che non ha ancora ottenuto punti.

F1, le ragioni della polemica

Il progresso della Haas ha fatto sorgere dei sospetti a diversi team. Il fatto che Kevin Magnussen abbia già ottenuto 15 punti ha fatto drizzare le antenne a squadre in lotta per la top 10. Alpine e McLaren hanno rilasciato delle dichiarazioni forti in merito alla squadra americana. Le due scuderie sono rimaste stazionarie nelle posizioni che occupavano anche nel 2021. Non vi è stato quello sviluppo tanto atteso con le auto ad effetto suolo.

Subito dopo la prima corsa dell’anno sono iniziate le prime congetture. Oltre alla doppietta della Scuderia modenese, in Bahrain, hanno festeggiato anche Magnussen, Bottas e Zhou. Cinque auto motorizzate Ferrari si sono classificate nei primi dieci posti. Haas e Alfa Romeo sono tornate in lizza per il Q3 e di conseguenza per la conquista di punti pesanti. Oltre ad Alpine e McLaren che hanno chiesto l’intervento della FIA per vigilare sulla relazione tra Haas e Ferrari, secondo il magazine tedesco Auto, Motor und Sport a fomentare la polemica potrebbe esserci anche un altro top team.

Tutti gli indizi portano alla Mercedes. Toto Wolff, team principal della Stella a tre punte, ha richiesto una riforma delle regole: “Il cambio di personale tra le due squadre e la vicinanza fisica delle infrastrutture utilizzate creano controversie che non fanno bene al nostro sport. Dobbiamo trovare soluzioni in futuro che impediscano una cooperazione troppo stretta tra le squadre“. La squadra teutonica, inoltre, ha condiviso per due anni la galleria del vento con l’Aston Martin.

I controlli alla Haas

I team sopracitati vogliono che la FIA indaghi sulla collaborazione tra la Rossa e il team americano in relazione alla condivisione della tecnologia. La Federazione Internazionale dell’Automobile e la F1, nella giornata di mercoledì, hanno analizzato la sede della Haas, controllando anche i sistemi informatici. I controlli sono avvenuto in Italia, nello stabilimento di Maranello della squadra americana, a pochi chilometri dalla base della Ferrari.

Va ricordato che nel 2021 in Haas sono arrivati 25 uomini dalla Rossa, a causa delle limitazioni del budget cap. In Ferrari, inoltre, hanno dovuto trasferire dei tecnici anche sul progetto WEC 2023. La Haas ha una sede a Maranello dedicata al design, ma Gunther Steiner ad “RTL” ha sottolineato: “Ho chiesto personalmente alla FIA di controllare il nostro lavoro, possono venire quando vogliono perché stiamo rispettando pienamente le regole. Mercoledì, la FIA è venuta a fare un controllo e per quanto mi riguarda sono i benvenuti“.

Il team principal altoatesino della Haas ha spiegato: “Hanno controllato tutti i sistemi informatici, tra le altre cose. Per vedere se abbiamo legami con la Ferrari, se condividiamo i dati con loro. Tuttavia, non siamo abbastanza stupidi da correre questo rischio. C’è anche molto in gioco per la Ferrari. Se ripensi al caso Mercedes-Racing Point, anche loro rimasero coinvolti. Non è quello che vogliamo”. Dopo il lungo check dei commissari non state riscontrate anomalie nel lavoro dei due team. Haas e Ferrari non hanno nulla da nascondere, e questa storia dimostra che il lavoro di ciascun team è stato esemplare.