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<p><strong>Il caso di pignoramento di un conto corrente è molto complesso. Ma cosa succede se sul conto vengono accreditate la pensione o la Naspi?</strong></p>
<figure id="attachment_164103" aria-describedby="caption-attachment-164103" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-164103 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/12/Conto-corrente-AdobeStock.jpg" alt="Conto corrente (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-164103" class="wp-caption-text">Conto corrente (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Ci possono essere delle vicende che portato ad un <strong>pignoramento</strong> del conto corrente. Una situazione molto complicata che si fa più difficile se sul conto vengono <strong>accreditate la pensione</strong> o l&#8217;<strong>indennità di disoccupazione Naspi</strong>. Il primo pensiero che potrebbe arrivare è quello di non poter ricevere denaro fino all&#8217;udienza.</p>
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<p>Come possiamo immaginare, è una situazione davvero <strong>instabile</strong>. Può portare tanti dubbi al soggetto che vede il pignoramento del conto. Possiamo subito dire che ogni caso fa storia a se. Ma, il punto da memorizzare è che, al di là della somma percepita, al soggetto spetta comunque il classico &#8220;<strong>minimo vitale</strong>&#8220;. Come riportato da<em> il Giornale</em>, questo sarà pari all&#8217;assegno sociale. Con un <strong>aumento della metà</strong>.</p>
<p>In questo anno, l&#8217;assegno è stato di <strong>460,28 euro</strong>. Quindi il minimo vitale sarà di <strong>690,42 euro</strong>. La parte pignorabile, quindi, risulta essere quella eccedente l&#8217;ultima cifra segnalata. Con una pensione da 1.000 euro, ad esempio, la<strong> cifra pignorata sarà di 309,58 euro</strong>.</p>
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<h2>Conto corrente pignorato con pensione o Naspi: ecco cosa succede</h2>
<p>Se già la questione del pignoramento è complessa. Lo diventa ancor di più se sul conto è accreditata la pensione o la Naspi. La risposta ci viene fornita direttamente dall&#8217;<strong>articolo 545 comma 8 del codice di procedura civile</strong>.</p>
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<p>Ecco cosa dice: &#8220;Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per <strong>l&#8217;importo eccedente il triplo dell&#8217;assegno sociale</strong>. Quando l&#8217;accredito ha luogo in <strong>data anteriore al pignoramento</strong>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/11/04/occhio-vigile-alle-sanzioni-sul-conto-corrente-cosa-sta-succedendo/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Occhio vigile alle sanzioni sul conto corrente: cosa sta succedendo</strong></a></p>
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<p>Nell&#8217;articolo si parla di data anteriore. Diverso il discorso se l&#8217;accredito è arrivato il giorno del pignoramento o dopo. In quel caso la cifra pignorata dovrà rispettare il <strong>limite di 1/5</strong>. Dunque, una volta messo in atto il pignoramento non si potrà fare nessuna operazione fino a quando il <strong>giudice stabilità la cifra pignorabile dai creditori</strong>.
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