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<p><strong>La lotta contro il Covid continua. Una ricerca tutta italiana fa bene sperare ma c&#8217;è un problema ad ostacolare il tutto. Mancano i fondi. Ecco cosa sta succedendo.</strong></p>
<figure id="attachment_163829" aria-describedby="caption-attachment-163829" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-163829 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/12/Ricerca-e-Covid-AdobeStock.jpg" alt="Ricerca e Covid (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-163829" class="wp-caption-text">Ricerca e Covid (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>La lotta contro il <strong>Covid</strong> continua, i vaccini stanno facendo il loro corso ma ancora non basta. La situazione dopo la campagna vaccinare è sicuramente migliorata ma il problema esiste ancora. Ora, però, arriva un&#8217;importante novità da tre studiosi italiani. I ricercatori in questione hanno <strong>l&#8217;obiettivo</strong> non solo di ostacolare l&#8217;infezione ma anche la diffusione.</p>
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<p>Lo studio in questione è pubblicato sulla rivista scientifica <em>Pharmacological Research</em>. La ricerca è stata condotta da ben tre istituzioni italiane. Dall&#8217;<strong>Istituto italiano di Tecnologia</strong> fino ad arrivare alla <strong>scuola superiore Sant&#8217;Anna</strong> e all&#8217;<strong>Università degli Studi di Milano</strong>. Lo studio si è concentrato sul fermare l&#8217;avanzamento dell&#8217;infezione. Tale cosa avverrebbe nascondendo la porzione del <strong>recettore ACE2</strong>, utilizzata dal virus per farsi campo. Questo sarebbe un aminoacido nominato &#8220;<em>K353</em>&#8220;.</p>
<p>I ricercatori che stanno lavorando a tale situazione sono tre. <strong>Paolo Ciana</strong>, docente di Farmacologia all&#8217;Università di Milano, <strong>Vincenzo Lionetti</strong> docente di Anestesiologia alla Scuola Superiore Sant&#8217;Anna. E, infine, <strong>Angelo Reggiani</strong>, ricercatore senior and principal investigator in Farmacologia all&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia.</p>
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<h2>Covid: la nuova scoperta italiana potrebbe cambiare tutto?</h2>
<p>La ricerca italiana, dunque, si basa su un farmaco legato sull&#8217;utilizzo di un <strong>aptamero</strong> di Dna. Questo sarebbe in grado di legarsi a K353. Così da renderlo intoccabile dalla <strong>proteina Spike</strong>. Ecco cosa ha detto <strong>Angelo Reggiani</strong>, uno dei ricercatori, al <em>Corriere</em>: &#8220;Alla base del nostro studio c&#8217;è l&#8217;idea di creare uno &#8216;schermo protettivo&#8217; con cui nascondere al virus la porta di ingresso nella cellula. In questo modo non potendo infettare la cellula bersaglio, il virus muore.&#8221;</p>
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<p>Il ricercatore spiega in maniera chiaro il funzionamento dei due <strong>aptameri</strong>: &#8220;Per capirsi, è come se mettessero <strong>una mascherina sulla porta di accesso del virus</strong> (K353), che s trova sulla proteina ACE2. Gli aptameri non entrano nel nucleo delle cellule e non sono in grado di interagire con il nostro Dna&#8221;.</p>
<h2>La ricerca italiana</h2>
<p>La conduzione dello studio è avvenuta andando a riprodurre al <strong>computer</strong> il segmento di ACE2 contenente K353. Successivamente, si è eseguito uno<strong> screening in vitro</strong> su milioni di aptameri. Così ne sono stati trovati due che si legano perfettamente alla parte di ACE2. Così facendo, <strong>si nasconde al virus la sua presenza</strong>.</p>
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<p>L&#8217;obiettivo è quello di realizzare una<strong> nuova terapia</strong> anti-Covid. Prima di andare avanti bisogna trovare la <strong>giusta formulazione</strong> che porti il farmaco nel punto esatto. Questo perché, gli aptameri, entrando nel sangue diventano <strong>instabili</strong>. Il tentativo, quindi, è quello di non portarli alla degradazione. Inoltre, si deve confermare che la terapia non faccia male alle persone. Insomma, che non diano <strong>effetti collaterali</strong>.</p>
<p>Il farmaco si potrebbe assumere in qualsiasi momento. La sua funzione dovrebbe coprire fino a guarigione completa. Altra cosa interessante spiegata dal ricercatore è che l&#8217;aptamero è indipendente dalle mutazioni. &#8220;Le mutazioni infatti non riguardano la &#8216;porta di ingresso&#8217; nella cellula. A livello teorico, <strong>il farmaco potrebbe essere efficace contro ogni tipo di coronavirus</strong> che usa la proteina Spike per infettare le cellule umane tramite il recettore ACE2&#8243;.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/12/01/covid-variante-omicron-sintomi/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Covid, la variante Omicron spaventa: come riconoscere i sintomi</strong></a></p>
<p>L&#8217;unico problema è quello dei <strong>fondi</strong>. Al momento, gli studiosi si basano su quelli dei rispettivi istituti. Ma non possono bastare. Per questo motivo, come spiegato da Reggiani, la volontà è di trovare <strong>un&#8217;azienda</strong> o un<strong> finanziatore</strong> che credi nel progetto e lo finanzi. &#8220;Abbiamo brevettato gli aptameri anti-Covid proprio per poter dare <strong>in licenza il brevetto in esclusiva</strong> a un&#8217;azienda interessata a produrre il farmaco, una volta che saranno conclusi i trial clinici sull&#8217;uomo&#8221;.
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