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<p><strong>Sembra strano ma anche una donazione dei parenti può essere oggetto di controlli. Quindi, bisogna stare molto attenti. Ecco come muoversi.</strong></p>
<figure id="attachment_163510" aria-describedby="caption-attachment-163510" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-163510 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/12/Donazione-AdobeStock.jpg" alt="Donazione (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-163510" class="wp-caption-text">Donazione (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>Si avvicina il periodo natalizio e, tra i tanti regali possibili, ci sono le <strong>donazioni</strong>. Molto spesso i parenti donano una piccola cifra ai familiari. Molto spesso, il tutto avviene con i contanti ma, ormai, è sdoganato anche il metodo elettronico. Quest&#8217;ultimo, come sappiamo, permette di rendere la transazione tracciabile.</p>
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<p>Con l&#8217;apertura del nuovo anno, la legge ha importo un <strong>paletto di 1.000 euro a salire</strong> per gli scambi di contanti. Oltre la soglia, dunque, si deve procedere con un assegno o un bonifico. E, come riporta <em>laleggepertutti</em>, se la<strong> cifra viene custodita</strong> a casa e spesa in determinati momenti non ci possono essere sanzioni. Se, invece, questo viene depositato in banca allora ci possono essere problemi. Il <strong>Fisco</strong> potrebbe attivarsi e iniziare i controlli di rito.</p>
<p>Naturalmente, i problemi possono sorgere in due casi. Il primo è che <strong>l&#8217;accredito sia rilevante</strong>. Il secondo caso riguarda un <strong>accredito costante</strong>. In caso di controlli, sarà il contribuente a dover mettersi in regola. Quindi, qual è la posizione? Vediamolo insieme.</p>
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<h2>Donazione dei parenti: cosa fare in caso di controlli</h2>
<p>La posizione del contribuente ci viene svelata dal sito <em>laleggepertutti</em>. Quando siamo in presenza si una <strong>piccola somma regalata</strong>, questa non deve essere dichiarata. A dirlo è la stessa Agenzia delle Entrate nella circolare n. 3 2018. In questo documento si parla di <strong>donazioni di modico valore</strong> in cui non fanno scattare nessuna imposta. Il problema sorge sull&#8217;inquadrare questo &#8220;modico valore&#8221;. Se, invece, la donazione non venisse considerata modica partirebbero i <strong>controlli</strong>.</p>
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<p>In questo caso, dunque, non solo si dovrebbe <strong>dichiararla</strong> all&#8217;Agenzia delle Entrate. Ma anche procedere ad un <strong>atto pubblico notarile</strong>. In assenza di questi scenari, la donazione sarebbe nulla e chi ha donato, o gli eredi, potrebbero chiedere il <strong>ritorno</strong> del denaro. In sintesi, quando esce fuori l&#8217;imposta sulle donazioni si deve riportare tutto nella <strong>dichiarazione dei redditi</strong>.</p>
<p>La parte del contribuente è di <strong>dimostrare</strong> che si tratta di una donazione dal modico valore. Cosa che non porterebbe nessuna tassa. La situazione, qui, da analizzare è quando si <strong>versa</strong> la cifra in banca o sul conto. La dimostrazione è possibile solo attraverso una <strong>prova documentale</strong>. Come, ad esempio, una scrittura privata. Da come vediamo, basta mettere per iscritto su un <strong>documento la volontà di donare</strong>.</p>
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<p>Però per evitare che il documento sia fatto solo <strong>dopo i controlli</strong>. Il Fisco chiede un documento con <strong>data certa</strong>. Questa si ottiene attraverso un <strong>notaio</strong>, la r<strong>egistrazione all&#8217;Agenzia delle Entrate</strong> o scambio di una <strong>PEC</strong>. In aggiunta, la data certa è possibile ottenerla anche con una<strong> marca temporale elettronica</strong> o spedizione del documento con<strong> raccomandata a.r a se stesso</strong>. In questo ultimo caso, il <strong>timbro della Posta</strong> è allo stesso livello della certificazione di un pubblico ufficiale.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/11/19/contanti-prelievi-regole-2022/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Contanti, regole più stringenti sui prelievi dal 2022: ecco cosa dobbiamo aspettarci</strong></a></p>
<p>Infine, la scrittura privata è resa necessaria quando il donazione arriva da un <strong>familiare non convivente</strong>. L&#8217;obbligo non esiste se la somma arriva da una persona che vive sotto lo stesso tetto. La <strong>legge</strong> dice che i genitori devono prendersi cura dei figli. Stesso discorso se si parla della coppia di coniugi. Per questo motivo, non esiste nessun obbligo. Negli altri casi citati, dunque, sarà <strong>chi ha ricevuto la donazione</strong> a dover giustificare la provenienza.
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