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<p><strong>Da regola, l&#8217;affitto è sancito da un contratto stipulato tra le due parti. Ma come funziona se dovesse mancare? A rischiare non è solo il proprietario. Ecco perché.</strong></p>
<figure id="attachment_162609" aria-describedby="caption-attachment-162609" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-162609 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/11/Affitto-contratto-AdobeStock.jpg" alt="Affitto, contratto (AdobeStock)" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-162609" class="wp-caption-text">Affitto, contratto (AdobeStock)</figcaption></figure>
<p>La stipulazione di un <strong>contratto</strong> tra proprietario e inquilino è condizione principale per occupare una abitazione. Tutto viene stabilito prima. Come mensilità da pagare e regole del condominio. Ma ci sono casi in cui il contratto non si realizza. E, come possiamo capire, siamo davanti ad una <strong>evasione fiscale</strong>.</p>
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<p>Il pensiero comune su questa situazione è che, in caso di controlli, a rischiare sia solo il <strong>proprietario di casa</strong>. Cosa del tutto sbagliata. Infatti, chi accetta tale accordo risulterà essere <strong>correo del reato di evasione fiscale</strong>. Insomma, le due parti verrebbero trattate allo stesso modo.</p>
<p>Come sappiamo, la registrazione è interamente a spese del proprietario. Ma non la <strong>responsabilità fiscale</strong>. Quindi, come abbiamo letto, la <strong>situazione</strong> e le <strong>conseguenze</strong> gravano su entrambe le teste. Andiamo a vedere insieme cosa si rischia in questo caso.</p>
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<h2>Affitto senza contratto: le possibili sanzioni</h2>
<p>Una situazione del genere porta dei rischi molto alti per entrambe le parti. L&#8217;inquilino, infatti, rischia il <strong>pignoramento dei beni</strong>. Oltre ad una<strong> cartella esattoriale</strong> con tutte le somme da corrispondere. Stessa situazione se c&#8217;è un contratto registrato ma con una <strong>cifra diversa dalla mensilità sottoscritta</strong>. Per il proprietario, invece, si parla di un <strong>ravvedimento operoso</strong>.</p>
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<p>Il proprietario deve <strong>registrare il contratto entro 30 giorni dalla stipula</strong>. In caso di mancata registrazione si considera l&#8217;atto come in &#8220;nero&#8221;. Ovviamente, come detto, le conseguenze sono a carico anche dell&#8217;inquilino. In caso di scoperta della negligenza, il proprietario può avanzare la richiesta di <strong>pentimento operoso</strong>. In sintesi, la registrazione può avvenire anche in ritardo.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/11/17/mutuo-affitto-bonus-requisiti-beneficiari/"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Mutuo e affitto, bonus fino a 3000 euro: ecco i requisiti e i beneficiari</strong></a></p>
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<p>In questo caso, l&#8217;azione di pentimento operoso <strong>non è solo per ridurre le sanzioni</strong>. Ma anche avere degli <strong>sconti per la pressione fiscale</strong> a seguito della violazione scoperta. Se il ritardo della registrazione va<strong> oltre i 30 giorni</strong> si parla di una sanzione del <strong>6%</strong>. Se si va oltre i<strong> 90 giorni</strong> la sanzione è del <strong>12%</strong>. Mentre se il ritardo è di <strong>oltre un anno la sanzione</strong> sale al <strong>15%</strong>.
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