INPS, pensione di invalidità per queste malattie cardiache: importi e beneficiari

Le malattie cardiache sono molto comuni. In base al singolo caso l’INPS stabilisce la percentuale di invalidità. Andiamo a vedere tutti i dettagli caso per caso.

Assegno Inps
Percentuali Inps

La pensione, come tutti sapranno, viene erogata dall’INPS. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale stabilisce in base al caso la percentuale di invalidità. Tra i vari argomenti, rientrano perfettamente le malattie cardiache. La percentuale non è sempre uguale ma varia anche in base alla gravita della situazione.

Una persona con questa patologia ha diritto, innanzitutto, alla pensione di invalidità civile. Successivamente all’assegno di assistenza per invalidi parziali. Se l’invalidità civile è al 100% si ha diritto alla pensione di inabilità. Fino ad arrivare all’assegno di accompagnamento nel caso il soggetto non fosse autosufficiente.

Come possiamo immaginare, prima di arrivare all’assegnazione, come riportato da thewam, servono dei requisiti ben precisi. Può passare molto tempo prima di stabilire una pensione di invalidità civile. Andiamo a vedere insieme i requisiti e le varie patologie che possono portare alla pensione.

INPS: i requisiti per la pensione di invalidità

I requisiti per la pensione di invalidità civile, o per l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, sono molto chiari. Andiamo a vedere nel dettagli ogni requisito. Eccoli riportato di seguito.

  • Età dai 18 ai 67 anni;
  • Invalidità civile tra il 74% e il 99%;
  • Cittadinanza italiana, europea o extracomunitaria. Con il dovuto permesso di soggiorno a lungo periodo;
  • Reddito annuo massimo di 4.931,29 euro per l’anno 2021;
  • Assenza di trattamenti incompatibili con la pensione civile;
  • L’assegno stabilito sarà di 287,09 euro.

Parzialmente diverso il discorso che riguarda la pensione di inabilità civile. In questo caso i requisiti sono simili ma cambiano in alcuni aspetti. Ecco i piccoli ma importanti cambiamenti.

  • Età tra i 18 e i 67 anni;
  • Invalidità civile al 100%;
  • Cittadinanza italiana, europea o extracomunitaria con permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • Reddito personale annuale massimo di 16.982,49 euro;
  • L’assegno ammonta a 287,09 euro. Durata: 13 mensilità.

L’indennità di accompagnamento è per chi riceve l’invalidità al 100%. Questo perché, i soggetti interessati non riescono a compiere azioni in autonomia. Per questo motivo hanno bisogno del sostegno di un accompagnatore. L’assegno mensile, per il 2021, ammonta a 533,10 euro. In questo caso non ci sono limitazioni per quanto riguarda il reddito.

Le percentuali per le malattie cardiocircolatorie

Come detto in precedenza, la percentuale viene stabilita in base al caso. A breve vedremo tutte le percentuali per le patologie dell’apparato cardiocircolatorio. Ecco tutti i dettagli.

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  • Angina pectori stabile: Invalidità fissa del 60%;
  • Aritmie gravi con pacemaker non applicabile: Invalidità fissa al 100%;
  • Cardiopatia valvolare aortica con protesi: invalidità fissa al 15%;
  • Cardiopatia valvolare non aortica con protesi: invalidità fissa al 35%;
  • Stenosi congenita della polmonare grave III classe NYHA: invalidità minima al 71% e massima all’80%;
  • Stenosi o coartazione aortica congenita moderata II classe NYHA: invalidità fissa al 50%;
  • Coartazione o stenosi aortica congenita serrata III classe NYHA: invalidità fissa al 75%;
  • Miocardiopatie o valvulopatie con insufficienza cardiaca: lieve I classe NYHA invalidità minima al 21% e massima al 30%; moderata II classe NYHA con minima al 41% e massima al 50%; grave III classe NYHA con minima al 71% e massima all’80%; gravissima IV classe NYHA con invalidità fissa al 100%;
  • Coronaropatia: lieve I classe NYHA con minima 11% e massima 20%; moderata II classe NYHA con minima 41% e massima 50%; grave II classe NYHA con minima 71% e massima 80%; gravissima IV classe NYHA con fissa al 100%;
  • Stenosi congenita della polmonare moderata II classe NYHA: invalidità minima al 31% e massima al 40%;
  • Cardiopatie con pacemaker a frequenza fissa: invalidità minima al 31% e massima al 40%;
  • Cardiopatie con pacemaker a frequenza variabile: minima al 21% e massima al 30%;
  • Trapianto cardiaco senza complicazioni: invalidità minima al 71% e massima all’80%.
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