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<p><strong>Negli ultimi giorni si è tornato a parlare dell&#8217;omicidio di Nada Cella del 1996. Le indagini sul caso si sono riaperte in seguito a delle scottanti novità. </strong></p>
<figure id="attachment_161543" aria-describedby="caption-attachment-161543" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-161543 size-full" src="https://www.chenews.it/wp-content/uploads/2021/11/Nada-Cella-Google-Images.jpg" alt="Nada Cella (Google Images)" width="1200" height="827" /><figcaption id="caption-attachment-161543" class="wp-caption-text">Nada Cella (Google Images)</figcaption></figure>
<p>La Procura di Genova ha riaperto le indagini in merito all&#8217;omicidio di <strong>Nada Cella</strong>, <strong>uccisa il 6 maggio 1996</strong>. La ragazza, che all&#8217;epoca aveva <strong>25 anni</strong>, era stata trovata agonizzante dopo essere stata aggredita da una persona anonima nell&#8217;ufficio dove lavorava in via Marsala. In tutti questi anni è stato ribattezzato <strong>&#8220;omicidio di via Marsala&#8221;</strong>.</p>
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<p>In venticinque anni dall&#8217;omicidio, non si è mai venuto a capo del responsabile. Nessun arresto, solo sospetti. In questi giorni il caso è stato riaperto grazie alla criminologa <strong>Antonella Pesce Delfino</strong> e all&#8217;avvocatessa <strong>Sabrina Franzoni. </strong>Le due hanno riletto gli atti dell&#8217;indagine e hanno riscoperto alcuni elementi che potrebbero ricondurre al presunto assassino.</p>
<p>Nel 1996 gli inquirenti avevano dei sospettati. In particolare, il capo di Nada, <strong>Marco Soracco</strong>, e soprattutto l&#8217;ex insegnante <strong>Annalucia Cecere, </strong>le cui prove portarono a lei. Entrambi furono <strong>prosciolti</strong>. Gli elementi che sono stati trovati portano ancora una volta alla donna che, in risposta di quanto emerso, ha minacciato di morte la criminologa.</p>
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<h2>Cosa è successo a Nada Cella?</h2>
<p>Quello di Nada Cella è un <strong>omicidio irrisolti</strong>. Ovvero è uno dei quei casi in cui non c&#8217;è un colpevole. Cosa è successo quel 6 maggio 1996? Quel giorno Nada era andata al lavoro come tutti i giorni. Tra le 8.50 e le 9.10 del mattino avviene l&#8217;aggressione che risulterà fatale alla giovane.</p>
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<p>I vicini ed alcuni testimoni oculari hanno detto di aver sentito un rumore sordo e di aver visto una donna sporca di sangue. Il datore di lavoro di Nada, <strong>Marco Soracco</strong>, che è arrivato con dieci minuti di ritardo, per sua ammissione, ha raccontato che non si accorse immediatamente di quanto accaduto.</p>
<p>La sua prima impressione, in seguito, fu quella che la ragazza aveva avuto un malore. Ma le prove furono difficili da raccogliere in quanto la <strong>scena del crimine era stata inquinata</strong> dai soccorsi e dalla madre di Soracco che era andata nell&#8217;ufficio per pulire il sangue.</p>
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<p>All&#8217;epoca i giornali titolarono <strong><em>&#8220;il palazzo dei ciechi e dei sordi&#8221;</em></strong>, perché pare che nessuno aveva visto e sentito niente. Ma così non è stato, visto che due testimoni girarono di aver visto una donna con le mani sporche di sangue.</p>
<h2 class="spip">Omicidio Nada Cella: le novità del caso</h2>
<p>I tanti errori hanno compromesso seriamente le indagini, tanto che in 25 anni non si è mai trovato il responsabile dell&#8217;omicidio della giovane ragazza. Ma oggi, la determinazione e la preparazione della criminologa Antonella Pesce Delfino e del legale Sabrina Franzone sono riuscite a far <strong>riaprire il caso</strong>.</p>
<p>Le due professioniste hanno riletto gli atti, dove si sono accorte di <strong>nuovi indizi</strong> e <strong>nuove piste</strong>. Tra gli indagati rispuntano i soliti due nomi: <strong>Marco Soracco</strong> e <strong>Annalucia Cecere</strong>. Tuttavia, ad oggi gli aspetti della vicenda portano alla Cecere.</p>
<p>Gli elementi che fanno pensare alla sua colpevolezza sono: la presenza di un <strong>motorino</strong>, i <strong>bottoni</strong> in casa come quelli ritrovati sotto il corpo di Nada e il <strong>movente </strong>che porta ad una presunta gelosia della ragazza per qualche tipo di relazione con Soracco, per questo potrebbe essersi sbarazzata di lei.</p>
<p>In tutto questo spunta un&#8217;<strong>intercettazione</strong> che potrebbe aprire ad una nuova pista. Una chiamata anonima diretta all&#8217;abitazione di Marco Soracco, dove rispose la madre del commercialista, faceva riferimento ad un evento accaduto 15 giorni prima e citava una donna chiamata Anna ed un motorino.</p>
<p>Proprio la telefonata, archiviata dagli inquirenti come &#8220;altri dettagli&#8221;, potrebbe essere l&#8217;elemento chiave che potrebbe portare ad un colpevole. Visto che è stato <strong>trovato un motorino che apparteneva alla Cecere</strong> e su cui sono state trovate delle tracce di sangue.</p>
<p><a href="https://www.chenews.it/2021/11/06/denise-pipitone-angioni-dichiarazione/"><span style="color: #ff0000;"><strong>LEGGI ANCHE >;>;>; Denise Pipitone, svolta in arrivo? Le clamorose dichiarazioni</strong></span></a></p>
<p class="spip">La riapertura del caso non è stata presa benissimo da Annalucia Cecere che ha cambiato paese. La donna, infatti, ha reagito malamente alla cosa, tanto da <strong>minacciare di aggressione</strong> Antonella Pesce Delfino. Il messaggio minatorio è stato diffuso dalla stessa criminologa.
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