Bollette, guai a buttarle: l’archivio può essere una risorsa fondamentale

È sempre più comune la pratica di conservare le bollette dopo averle pagate. Questo è un passaggio necessario per evitare problemi. Vediamo perché.

Archivio fatture vecchie bollette (AdobeStock)
Archivio fatture vecchie bollette (AdobeStock)

L’accumulo delle bollette pagate possono essere fastidiose. L’archivio che si forma occupa decisamente spazio. Però, questa, è orma abitudine confusa. Tutti i cittadini conservano le vecchie fatture. Questo avviene perché sanno che potrebbero servire anche a distanza di anni.

I consumatori sanno che l’archivio può essere importantissimo per le loro finanze. Sicuramente tra i tanti pagamenti, lo spazio si riempie velocemente. Ma, resta il fatto che non ci sono altre soluzioni. Per questo motivo sembra esserci quasi una regola non scritta. Questo, inoltre, diventa anche un modo per i consumatori di essere tranquilli e sicuri di fronte a qualche problema.

Questo passaggio lo possiamo considerare obbligatorio. La conservazione delle vecchie fatture non servono per monitorare il consumo. Ma soprattutto in caso di solleciti, distacchi o contestazioni. In questo caso, escono fuori le vecchie fatture. Così facendo di eviterà di pagare una penale ingiustamente. Andiamo a vedere perché crearsi un archivio è fondamentale.

Vecchie bollette: scadenze delle fatture e tempi

Sulle vecchie fatture va fatto un discorso sulla loro valenza legale. Dopo la scadenza dei termini non si potranno reclamare in nessun modo. Come riportato dal sito contocorrenteonline.it, La variazione riguarda dai 2 ai 5 anni. Un limite temporale che ha subito dei cambiamenti. Infatti, oggi si parla di 48 mesi. Ma andiamo a vedere caso per caso.

  • Canone Rai: La conservazione deve essere di 10 anni. Come sappiamo, le fatture saranno collegate a quella all’elettricità.
  • Telefono: 5 sono gli anni di conservazione.
  • Mutui, finanziamenti, rate del condominio e affitti: Qui si parla di 48 mesi.
  • Elettricità, gas, acqua: Qui il discorso è più lungo. A partire, rispettivamente, dal 1/03/2018, 1/01/2019 e 1/01/2020 richiedono la conservazione per due anni. Per quelle antecedenti, invece, si resterà ai soliti 5 anni.

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Da sottolineare come il discorso riguarda i bollettini cartacei. Per quelli online o con domiciliazione bancaria cambia tutto. Per entrambe le soluzioni non ci sarebbero problemi di questo tipo visto che sarebbe tutto fatto digitalmente.