Quante ore bisognerebbe dormire? Cosa emerge dallo studio

Argomento sempre di grande attenzione quello relativo al sonno, ma quante ore bisognerebbe dormire? Secondo uno studio, ecco cosa emerge da uno studio

Quante ore bisognerebbe dormire? Cosa emerge dallo studio
Dormire (fonte foto: Free-Photos from Pixabay)

L’argomento e la tematica relativa al sonno è sempre di grande attenzione ed interesse, poiché trattatosi di una attività comune e che sta a cuore a tutti: ma quante ore bisognerebbe dormire? Uno studio americano se ne è occupato, ecco cosa è emerso al riguardo.

L’attività del sonno è decisamente importante, riposare per bene, evitare di dormire poche ore è fondamentale poiché farlo per poche ore e per diverse tempo potrebbe causare, si legge su Today.it un lento e graduale declino cognitivo, come dimostrato da numeri studi.

Il corretto riposo, si legge, migliorerebbe la salute mentale, preverrebbe il morbo di Alzheimer, aiuterebbe il corpo a ripararsi e a funzionare meglio, ridurrebbe il rischio di patologie tra cui diabete e malattie cardiache.

Uno studio della Washington University School of Medicine si è concentrato sui legami che vi sono tra sonno e salute e avrebbe scoperto che anche dormire troppo potrebbe essere causa di declino cognitivo, si legge su Today.it.

In particolare, lo studio ha previsto il monitoraggio di 100 anziani tra le metà e la fine degli anni settanta per quatto – cinque anni. Al momento della ricerca, 88 di questi non presentano segni di demenza, 12 invece segni di deterioramento cognitivo, uno con demenza lieve ed undici con pre-demenza di decadimento cognitivo lieve.

Nel corso della ricerca, a coloro che vi hanno preso parte è stato richiesto ddi fare diversi test cognitivi e neuropsicologici per intercettare eventuale segni di declino cognitivo o di demenza.

Il risultati derivati sono stati poi organizzati in un punteggio che è stato chiamato “Preclinical Alzheimer Cognitive Composite (PACC)”. Più alto era il dato e migliore la capacità cognitiva nel tempo, si legge su Today.

Sonno ottimale? Lo studio e cosa emerge

Argomento dunque sempre di grande attenzione e di interesse generale, quello relativo al sonno, con uno degli studi, come sopra accennato, che se ne è occupato, misurandolo mediante un dispositivo per encefalografia a elettrodo singolo (EEG), spiega Today.it, che è stato indossato dai partecipanti sulla fronte durante le ore di sonno per quattro – sei notti.

Tale dispositivo ha fatto si che i ricercatori potessero misurare l’attività cerebrale dei diversi anziani che hanno preso parte allo studio, e dato informazioni circa le ore di sonno e la qualità di quel sonno.

Il monitoraggio del sonno c’è stato per un certo periodo durante lo studio, si legge 3 anni dopo i test cognitivi e neuropsicologici svolti, avrebbe permesso al team di studiosi di avere una indicazione a proposito delle abitudini di sonno dei partecipanti. Altri fattori sono stati considerati, come l’età, la genetica, la presenza di proteine beta-amiloide o tau.

In merito alle conclusioni, si legge su Today. It, gli studiosi avrebbero scoperto che dormire meno di 4,5 ore o più di 6,5 a notte, insieme ad una scarsa qualità del sonno, sarebbe associato ad un declino cognitivo nel tempo e avrebbero anche notato che il risultato della durata del sonno sulla funzione cognitiva sarebbe simile all’effetto dell’età, il principale fattore di rischio legato al declino cognitivo.

I ricercatori non sanno con certezza quale sia la ragione di tale correlazione, secondo una teoria il tutto potrebbe essere legato alle proteine dannose che il sonno aiuterebbe il cervello ad eliminare. Non vi è chiarezza neanche a proposito del sonno lungo; su Today si legge che alcune ricerche hanno indagato il legame tra sonno eccessivo e prestazioni cognitive, ma la maggior parte si basano su autovalutazione dei partecipanti.

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Un elemento importante non riguarda soltanto la quantità di sonno ma la qualità dello stesso. In ogni caso e a prescindere da tutto, tale informazioni inerenti lo studio vanno intese come mero spunto di riflessione.

È opportuno ed importante ricordare e sottolineare che è fondamentale rivolgersi e confrontarsi con medici ed esperti del settore per qualsiasi informazione, chiarimento di eventuali dubbi e per seguire le indicazioni degli specialisti competenti in materia.