Svolta per la sanità italiana, Piano di Resilienza Nazionale: i dettagli della Missione 6

Tra le misure previste per il rilancio del sistema economico e sociale, il Pnrr, la Missione 6 “Salute” riguarda interventi mirati al potenziamento della Sanità Italiana.

Nuova Sanità con la Missione 6 del Pnrr
Nuova Sanità con la Missione 6 del Pnrr

Era ora che per la traballante sanità italiana fosse preventivata una svolta radicale. Ben 15 miliardi di euro saranno investiti dal Governo Draghi, per la maggior parte si tratta di Fondi Europei, per ricostruire totalmente, dalla A alla Z, il nostro SSN.

Si parte dal rafforzamento radicale della sanità territoriale, e dalla necessità di migliorare in modo globale le prestazioni offerte ai cittadini al di fuori delle realtà ospedaliere. Nuove strutture, nuovi luoghi di ricovero, il coraggio, finalmente di assunzioni coraggiose da nord a sud. Puntando tutto su una nuova fondamentale figura professionale, costruita su esperienza, doti umane, e una specializzazione rafforzata da un solido percorso di studi e da un aggiornamento costante. Arriva finalmente, al pari di tanti altri Paesi Europei che si sono mossi in anticipo, l’infermiere di comunità. Accanto ai medici saranno loro il perno, la colonna portante della nuova sanità italiana.

Pnrr, Piano di Resilienza Nazionale: la Sanità Italiana riparte dal rafforzamento territoriale

Il Governo ha quindi finalmente previsto una riorganizzazione generale della medicina territoriale che vede nelle Case della Comunità il singolo punto di accesso ai servizi per la salute. Tutto questo faciliterà l’integrazione dei servizi per la salute e la presa in carico dei pazienti grazie a un uso sistematico del Fascicolo Sanitario Elettronico e sviluppando un database medico individuale per ogni cittadino.

La Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici. Nella Casa della Comunità sarà presente il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie. La Casa della Comunità sarà una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute. E potrà ospitare anche assistenti sociali. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.

La pandemia da Covid-19 da un lato ha ricordato a tutti noi il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici. Inoltre ha reso ancora più evidenti alcuni aspetti critici di natura strutturale del Sistema sanitario. Parliamo di: disparità territoriali nell’erogazione dei servizi; inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali; tempi di attesa elevati per l’erogazione di alcune prestazioni; E ancora ci riferiamo a una scarsa capacità di definire strategie sinergiche per la risposta ai rischi ambientali, climatici e sanitari.

15 miliardi di euro per rilanciare la claudicante la Sanità Italiana

Ora però ci sono le risorse per intervenire. E che risorse! Alla Salute è dedicata la Missione 6 del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza inviato il 30 aprile alla Commissione europea e approvato il 22 giugno dalla Commissione Europea e il 13 luglio dal Consiglio Economia e Finanza (Ecofin). Un Piano che prevede 192 miliardi finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 13 miliardi di ReactEU; a questi si aggiungono 30,64 miliardi di “fondo complementare” (stanziamenti dello Stato) arrivando quindi ad un totale di 235,15 miliardi.

Tale misura, definita appunto Missione 6, che nell’insieme prevede un capitolo di spesa pari a 15,3 miliardi di euro, è articolata in due componenti.

Due grandi piani di rilancio della sanità: tante novità in arrivo

M6C1 – Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, per cui è stanziato un importo pari a 7 miliardi di euro.

Gli interventi intendono rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità). Si punta ancora sul rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.

M6C2 – Innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale, per cui è indicato uno stanziamento di 8,63 miliardi di euro.

Gli interventi mirano  all’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, al completamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse). Si persegue la strada di una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) attraverso più efficaci sistemi informativi. Rilevanti risorse sono destinate anche alla ricerca scientifica e a favorire il trasferimento tecnologico, oltre che a rafforzare le competenze e il capitale umano del SSN anche mediante il potenziamento della formazione del personale.

In un dossier istruttorio sul Pnrr della Camera dei Deputati viene individuato il seguente piano operativo.

Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Infermieri di Comunità: il leit motiv è il cittadino

Realizzare entro il 2026 una Casa della Comunità ogni 24.500 abitanti. Si punta a realizzare 2.564 nuove Case della Comunità. Risultati attesi: presa in carico di 8 milioni circa di pazienti cronici monopatologici e di 5 milioni circa di pazienti cronici multipatologici” il tutto con uno stanziamento dedicato di 4 miliardi di euro.

Nella formulazione finale del Pnrr, trasmessa al Parlamento il 26 aprile 2021 e alla Commissione Europea quattro giorni dopo, lo stanziamento dedicato a tale scopo risulta dimezzato. Passa da 4 a 2 miliardi di euro, così come il numero di Case della Comunità da realizzare che passano 2.564 a 1.288 unità.

Il concetto di Casa della Comunità è assimilato a quello di Casa della Salute: “strutture polivalenti in grado di erogare in uno stesso spazio fisico prestazioni socio-sanitarie integrate ai cittadini, favorendo, attraverso la contiguità spaziale dei servizi e degli operatori, l’unitarietà e l’integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie”.

In questi luoghi “i cittadini potranno:

  • consultare un medico di medicina generale e un infermiere durante tutto il giorno;
  • consultare un professionista della salute che accoglierà le richieste dei cittadini. Avrà il compito di guidarli verso i servizi e si prenderà cura dell’attivazione dei percorsi di salute più adatti;
  • risolvere adeguatamente la maggior parte dei propri problemi di salute in un unico luogo;
  • gestire le patologie croniche per mezzo di percorsi di cura condivisi e supervisionati.

Le figure professionali che lavoreranno nelle Case della Comunità sono i professionisti attualmente impiegati nella medicina territoriale negli studi privati.

Accadrà per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, o nelle strutture pubbliche, come gli specialisti ambulatoriali, o nei differenti servizi dei distretti, come gli infermieri.

Infermiere di famiglia, chi è e cosa farà

La figura chiave delle Case della Comunità sarà l’infermiere di famiglia.

Si farà perno sulla sua conoscenza e abilità nell’area della cura primaria e della salute pubblica. Diventerà il responsabile professionale dei processi infermieristici per la famiglia e la comunità”.

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Infine, dal punto di vista organizzativo viene stabilita una novità importante. Ovvero che, l’attività lavorativa dei professionisti sanitari che lavorano all’interno delle Case della Comunità, sarà organizzata dal management delle stesse.

Ogni professionista sanitario agirà indipendentemente dal proprio contratto di lavoro. Ivi compresi i Medici di medicina generale e i Pediatri di libera scelta, tutti dovranno seguire il modello organizzativo definito internamente alla Casa della Comunità.

Tutto questo al fine di lavorare in maniera più coordinata e integrata. Ogni Casa della Comunità sarà fornita di 10-15 stanze per le visite e i consulti, punti di analisi, servizi diagnostici di base. Si metterà in atto anche un innovativo sistema di interconnessione dei dati. La dotazione organica sarà di 5 amministrativi, 10 medici di medicina generale e 8 infermieri.